10 BUONI MOTIVI PER VIAGGIARE CON WORKAWAY O WWOOFing

Per prima cosa, che cosa sono WorkAway e WWOOFing?

Lac La Hache. Io e Little Rosie

Canada, Lac La Hache. Io e Little Rosie

Sono due siti dove chi cerca un aiutante può trovarlo in qualcuno che, dal canto suo, vuole fare un’esperienza di viaggio low cost. Il concetto di base è molto semplice: io ti do una mano e tu mi ospiti. Non vi è nessuno scambio monetario. Si tratta di 5 ore al giorno per 5 giorni alla settimana negli ambiti più disparati. Una volta iscritti al sito (costo dai 20 ai 30€) si ha accesso ad un’interminabile lista di nominativi di soggetti ospitanti. Tali soggetti possono essere di qualsiasi genere: dalla famiglia che cerca un babysitter, alla fattoria che ha bisogno di una mano con gli animali, alla scuola di yoga a caccia di istruttori, al resort che ha bisogno di qualcuno che noleggi le canoe ai turisti… qualsiasi cosa.

Ruby lake, Canada. Presso il mio terzo host canadese.

Ruby lake, Canada. Presso il mio terzo host canadese.

Partiamo poi da due premesse: per prima cosa i suddetti siti dovrebbero pagarmi per tutta la pubblicità che gli sto facendo, seriamente, organizzatori palesatevi e lanciatemi mazzi di banconote! In secondo luogo, per chi non mi conoscesse, dovete sapere che io NON sono un’italiana in fuga. Io AMO l’Italia, ADORO Como, la mia città natale, e, nonostante io abbia visto posti tanto belli da mozzare il fiato, non ho ancora trovato un luogo che mi abbia fatto anche solo prendere in considerazione di andarmene in modo permanente dal Bel Paese. Chiedete a quella poveretta di Simona, la mia amica e compagna di università, che per riuscire a convincermi ad andare in Germania con lei per un mese ha dovuto prendermi per sfinimento ed usare la tecnica della goccia cinese perché io, no, via da casa per tutto quel tempo non ci volevo proprio andare. Ed eccomi qui, dopo 7 mesi in Scozia e 4 in Canada a scrivere quanto sia bello prendere e partire. Quindi, ecco a voi i 10 buoni motivi per viaggiare con WorkAway e WWOOFing:

1. “Un centesimo risparmiato è un centesimo guadagnato” cit.

Come diceva il buon Paperon De Paperoni, perché spendere quando puoi non farlo? Da buona studentessa spiantata quando ho deciso di partire di soldi da parte ne avevo ben pochi. E questi due siti fanno decisamente al caso di chi parte da una situazione simile alla mia o, perché no, semplicemente di chi vuole fare un viaggio a basso costo. Ergo, le uniche spese in cui incorrerete sono quelle per A) iscrivervi al sito, B) di trasporto per arrivare nello stato prescelto e spostarvi da un host all’altro e C) fare il turista in caso vogliate visitare qualcosa da soli tra un host e l’altro. Per il resto mangiate e dormite a sbafo.

Scoraig, Scozia. Io presso la mia seconda famiglia scozzese

Scoraig, Scozia. Io presso la mia seconda famiglia scozzese

  2. Punta il dito sulla mappa e vai

Entrambi i siti hanno host in praticamente tutto il mondo. In alcuni stati è più popolare di altri, ma quando si tratta di dove andare c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Invergordon, Scozia.

Invergordon, Scozia.

  3. Il lavoro

Ora, non si può fare di tutta l’erba un fascio ed ogni luogo è a sé stante, ma, quando chi vi ospita segue le regole dettate dai siti vi posso assicurare che di fatica non morirete, soprattutto perché le ore di lavoro previste sono solo 5 al giorno e per 5 giorni alla settimana. Spesso e volentieri quelli che vi affidano sono lavoretti semplici ed assolutamente alla portata della persona media, poi, ovvio, se siete muratori esperti e glielo dite magari vi fanno costruire qualcosa, se siete dei cuochi con i controfiocchi potete dare una mano al ristorante, se siete dei brillanti informatici gli potete dare una mano con il sito … il lavoro generalmente si adatta alle vostre capacità.

Keith, Scozia. Io che poto le piante di ribes in compagnia di Vladimir, il gatto di casa presso il mio primo host scozzese.

Keith, Scozia. Io che poto le piante di ribes in compagnia di Vladimir, il gatto di casa presso il mio primo host scozzese.

  4. Imparare una lingua straniera

A costo di farmi picchiare dalle mie amiche insegnanti di inglese, devo proprio dirlo: volete assolutamente migliorare una lingua di cui avete già una minima base di grammatica e vocabolario? State pensando di investire qualche migliaio di euro in un corso estivo di qualche settimana in un ridente paesello estero? Ripensateci. Tenetevi stretti i vostri soldi e partite invece con questi due siti. Per esperienza personale e per tutti i racconti sentiti da amici che lo hanno fatto, posso tranquillamente assicurarvi che sì, vi divertirete un sacco e vi farete un sacco di amici ma che no, linguisticamente parlando imparerete poco nulla. Generalmente in questi corsi finite a passare intere giornate con i vostri compagni che, ahimè, della lingua in questione ne sanno tanto quanto voi. Trascorrerete quindi settimane parlando con frasi dalla difficoltà grammaticale pari a “the cat is on the table” ed utilizzando sempre gli stessi 5 vocaboli chiari a tutti. O peggio. Sarà mica un altro italiano quello laggiù? Andiamo a sederci vicino a lui. E fu così che dopo un mese in Germania parlavo meglio il piemontese che il tedesco. Con WorkAway e WWOOFing invece non c’è scampo, finirete in un posto dove spesso e volentieri le uniche tre parole italiane conosciute sono pizza, pasta e mafia (yay!) e, indovinate un po’, sarete costretti a parlare nella loro lingua TUTTO il tempo. Fino alle lacrime. Fino a quando non tornerete a casa e non avrete seri problemi di afasia uscendovene con termini quali, e qui mi autocito, “browncino” perché l’italiano non lo parlate da secoli e vi mancano le parole. Tutte le famiglie che mi hanno ospitata (e parlo quasi di una decina tra Scozia e Canada) mi hanno aiutata tantissimo e NESSUNA di loro si è mai aspettata che io parlassi in modo impeccabile, sapevano che l’inglese non era la mia lingua madre e provavano genuinamente piacere a correggermi o a ripetermi parole o intere frasi se non comprese. Poveretti, alcuni credo di averli proprio tirati scemi a furia di farmi ripetere o spiegare la stessa cosa venti volte. Sorry, I love you. Please do forgive me

Golden, Canada

Golden, Canada. Frasi con “th” che la mia seconda host canadese ha consigliato ad un ragazzo tedesco da ripetere viste le sue difficoltà a pronunciare il suono. Lui ha pensato bene di appiccicarle in bagno.

  5. Cibo, devo aggiungere altro?

Okay, devo ammettere che non è sempre un pro. Devo ancora riprendermi dall’haggis, il piatto nazionale scozzese, e no, non volete sapere di che cosa sia fatto, fidatevi. Ma pensate che andando al ristorante giapponese all’angolo gestito da cinesi assaggerete il vero sushi? Siete sicuri che i pancake del McDonald’s siano come quelli nord americani? Sapete come gli inglesi prendono il tè e con cosa lo accompagnano? Credete che la cucina italiana, quella vera, sia quella che si mangia al ristorante? No? Beh, allora partite. Con WorkAway e WWOOFing vivrete con il vostro host, mangerete quando lo fa lui e quello che mangia lui, assaporerete i piatti che si tramandano da generazioni, vi insegneranno a cucinare le loro pietanze preferite, proverete quelli che sono i veri sapori del luogo… di fatto imparerete molte cose sulla cucina locale del vostro host. E quando qualcuno condivide la propria cultura culinaria con voi, non vi è nulla di più bello.

Greeny Lake, Canada. Presso il mio primo host canadese

Greeny Lake, Canada. Presso il mio primo host canadese

  6. Posti sconosciuti

Ad andare a visitare le città, i monumenti, i punti di interesse più importanti di uno stato sono bravi tutti. TripAdvisor o LonelyPlanet e via, tutti a correre a vedere il luogo che 300.000 turisti prima di voi hanno visto. E per carità, io sono la prima a farlo, non lo nego. Ma grazie a WorkAway e WWOOFing ho provato la gioia di finire in posti “fuori dalle mappe comuni”, luoghi che solo le persone locali conoscono ed angoli nascosti di cui i libri non parlano. Sono andata in canoa in enormi laghi canadesi dove le uniche due persone per decine di chilometri eravamo io e il mio host, ho raccolto conchiglie su bianche e deserte spiagge del mare del Nord, ho attraversato torrenti a cavallo mentre mamma orsa e i suoi cuccioli ci osservavano attenti da lontano, ho giocato a freccette in pub scozzesi in paesi di poche dozzine di abitanti… insomma, credo sinceramente che questi siti mi abbiano permesso di vivere a pieno il paese che mi stava ospitando dandomi la possibilità di fare cose che mai avrei fatto da turista normale e vedere posti in cui mai sarei capitata seguendo le rotte comuni. E per questo gli sono immensamente grata.

Scozia. A raccogliere conchiglie su una spiaggia deserta sul mare del nord con il mio terzo host scozzese

Scozia. A raccogliere conchiglie su una spiaggia deserta sul mare del nord con il mio terzo host scozzese

  7. Lo può fare chiunque

Ogni volta che ho detto a qualcuno che ero in procinto di partire per un lungo viaggio sono stata bersagliata da frasi quali “che fortuna”, “vorrei poterlo fare anche io”, “ti invidio tantissimo”, “beata te” bla bla bla… e la mia domanda è: “ma perché allora non lo fai?”. Vorrei poter dire di essere speciale, di avere delle doti particolari, un sacco di soldi e nessun pensiero al mondo ma, ahimè, non è così. Sono consapevole che spesso l’idea di mollare tutto e partire possa fare paura, che l’idea di fermare anche solo per un attimo la propria vita e prendersi una pausa mentre il mondo intorno a noi va avanti spaventi, ma la sapete una cosa? Quando ritornerete dal vostro viaggio sarà tutto esattamente come lo avete lasciato. Inoltre vi renderete conto di non aver perso nulla ma di essere tornati più ricchi di un’esperienza che, comunque vada, vi avrà insegnato moltissimo. Gli studi saranno ancora lì ad aspettarvi e credete davvero che quando staremo tutti ancora inevitabilmente lavorando a 70 anni vi pentirete di aver perso quei 2-3-7-10 mesi da giovane viaggiando per il mondo? Io credo di no.

Timbasket lake, Canada. In canoa con il mio secondo host canadese.

Timbasket lake, Canada. In canoa con il mio secondo host canadese.

  8. Imparare ad adattarsi

Non per fare la cento milionesima persona che cita Forrest Gump ma… “la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”, e lo stesso vale per gli host. Imparare ad adattarsi in qualsiasi situazione è decisamente un punto chiave di questo genere di viaggio. Entrambi i siti ti mettono a disposizione un profilo con una descrizione ben precisa dell’host così che tu possa scegliere quello più adatto alle tue esigenze e preferenze. Ma non puoi mai essere davvero sicuro del tipo di posto dove andrai a finire, o magari lo sai anche, ma leggere la descrizione comodamente da davanti ad un computer a casa tua ed essere effettivamente lì sono due faccende totalmente diverse. Credo sia quindi un’importante occasione di crescita personale, imparare ad essere flessibili vi aprirà molte porte nella vita.

Lavatrice, scoraig penisola scozzese

Lavatrice, Scoraig, penisola scozzese

  9. Una famiglia in più

A distanza di due anni dal mio ritorno dalla Scozia ancora mi sento al telefono ogni due domeniche con una delle mie famiglie di lì, messaggio abitualmente con l’altra e ricevo costanti inviti da parte di entrambe a riandarle a trovare una seconda volta. Perché spesso e volentieri gli host sono famiglie che vi accolgono a braccia aperte e fanno di tutto per farvi sentire a casa vostra, per accogliervi come uno di loro, per farvi sentire partecipe della loro vita e per farvi diventare parte integrante della loro famiglia. E si sa, una famiglia è per sempre.

Cartoline e lettere per amici lontani

Cartoline e lettere ricevute dalle mie famiglie scozzesi

  10. Altri viaggiatori

Prima di partire per la prima volta credevo che sarei andata ad incontrare solo ed esclusivamente persone del posto. Mi stavo andando ad avventurare in una delle più remote penisole degli altipiani scozzesi, perché mai avrei dovuto pensare altrimenti? Invece mi sbagliavo, e di grosso. Spesso e volentieri gli host accolgono più di un aiutante per volta, il risultato è stato che ho conosciuto altre persone che, come me, stavano viaggiando per il mondo attraverso il mio stesso sito e stavano vivendo esperienze simili alla mia. Lavorando ed esplorando insieme siamo spesso diventati buoni amici e mi sono creata così una rete di conoscenze in numerosi stati in ogni angolo del globo, dalla vicina Francia alla Cina, dal Canada al Giappone, dall’Australia alla Costa Rica… lo scambio culturale in questo genere di avventura non finisce mai, c’è sempre da imparare qualcosa e ci sono sempre nuove persone da conoscere.

Scoraig, Scozia. Con una ragazza australiana ed uno inglese

Scoraig, Scozia. Con una ragazza australiana ed uno inglese

In sintesi, consiglio più che caldamente questi due siti e tutte le esperienze che ti regalano. Non è sempre tutto rose e fiori e, ovviamente, non tutte le famiglie sono perfette, ma in ogni caso sono una buona piattaforma di lancio per vedere, esplorare e conoscere anche solo un piccolo angolo di mondo. Quindi, per terminare con una citazione di Paolo Bonolis…“non cincischi, vada!”.

Per chi fosse interessato a saperne di più, vi invito a visitare i link dei due siti web:
https://www.workaway.info/
http://www.wwoof.net/

AUTORE: Chiara

6 Responses to “10 BUONI MOTIVI PER VIAGGIARE CON WORKAWAY O WWOOFing

  • Ciao! Mi è piaciuto moltissimo il tuo articolo..
    Ma volevo chiederti se ti iscritta a Woofing o Workaway, oppure entrambi?
    Io sono molto indecisa, non sono riuscita ancora a capire il Woofing più che altro, i siti sono molto confusi e ce ne sono di vari (mi sembra per ogni stato) ed inoltre finchè non paghi la quota non puoi vedere ciò che offre e dove.
    Invece il Workaway mi rassicura di più…
    Tu cosa mi consiglieresti secondo la tua esperienza?

    Grazie,
    Eleonora

    • Ciao Eleonora,

      ci manderesti il tuo indirizzo mail a infoATBeWorldCitizens.com che ti mettiamo in contatto diretto con Chiara?

      Grazie!

  • Ciao, ironia della sorte…
    Anche io comasca, anche io ho viaggiato, viaggio e viaggerò (il prossimo con wwoofing) ed anche io non sono in fuga, amo la mia terra e sono felice di partire ma ancor più di tornare, perchè non c’è nessun psoto al mondo che mi abbia mai colpita così tanto da farmi passare la voglia di tornare alla mia bella Como 🙂
    Di dove sei?
    Io originaria di Senna Comasco.
    Se vuoi ci teniamo in contatto, magari ci scappa qualche mezza esperienza assieme 🙂
    Prossimo inverno voglio andare negli stati uniti, puntavo alle Hawaii o Florida 🙂

    • Stefano Tagliabue
      9 mesi ago

      Ciao!
      Sono Stefano (nonchè fratello di Chiara). Noi siamo di Tavernola!

      Se vuoi, cerca Chiara Tagliabue su Facebook e scrivile direttamente.. la trovi tra i miei “amici”!

      Francesco ed io al momento siamo in Nicaragua… ma tra un mesetto e mezzo torneremo alla cara vecchia Como.. probabilmente sabato 24 Settembre organizzeremo una festicciola per il nostro rientro a Maslianico se volessi fare un salto e scambiare due parole di persona!

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