30 giorni dalla partenza: le domande che mi fanno tutti! [Update -3 giorni]

[Aggiornato a 3 giorni dalla partenza con anche le domande più frequenti arrivate tramite mail e pagine social]

Continuo ad incontrare amici e conoscenti che mi pongono un sacco di domande, tipo:
“Ma sei sicuro e perché lo fai?”, “Un anno intero lontano da casa, non ti annoierai?”, “E se poi decidi di non tornare?” “E per i soldi? Chissà quanto spenderai!”.
“Come avete fatto a stabilire l’itinerario? Perché non passate dell’Africa? E dall’India?”, “Come è stata la reazione di amici e colleghi quando avete detto che partivate? E dai social? La gente che vi ha detto?”, “Perché non avete creato un account Twitter?”.

Ho deciso quindi di fermarmi e di scrivere le risposte a queste canoniche e giustissime domande.

“Ma sei sicuro e perché lo fai?”

Si. Assolutamente e nella maniera più convinta.
Il desiderio di partire per un viaggio lungo, che non fosse una “toccata e fuga” di 2 o 3 settimane è in me da molto molto tempo. L’idea non nasce da un “colpo di testa”, dall’insofferenza di stare (o restare) nella propria città natale ma dal desiderio di scoprire, incontrare nuove persone, conoscere abitudini, assaporare nuovi gusti, insomma vedere il mondo con occhi nuovi. Potremmo definirlo, aprire il cassetto e realizzare il sogno all’interno.
Ricordo il mese in cui fu deciso che la partenza sarebbe stata a ottobre 2016: era Marzo 2015 oltre un anno e mezzo fa.

Barichara, Guane-Santander-Colombia

Barichara, Guane-Santander-Colombia

“Un anno intero lontano da casa, non ti annoierai?”

Potrebbe succedere.
È uno dei rischi di ogni lungo viaggio, una delle mie personali paure più grandi.
Nei viaggi di questi anni i ritmi erano serrati, come ogni turista che arriva in uno stato o città nuova e cerca di ottimizzare al meglio il suo tempo disponibile per vedere quante più attrazioni possibili perché sa che ha i giorni misurati. L’idea di questo viaggio è diversa, fermarsi laddove c’è ancora da scoprire altrimenti spostarsi. La paura dunque è che un tipo di viaggio come questo non lo abbiamo mai fatto.
In definitiva credo che l’abitudine allo “status quo” di viaggiatore sarà uno degli aspetti più difficili da imparare. Soprattutto per viaggiatori “ottimizzatori e calcolatori del secondo” come noi.

“E se poi decidi di non tornare?”

Non credo, ma potrebbe succedere.
Diciamo che se volessi dargli una percentuale direi che c’è un 10% di possibilità che non ritorni.
Non scappo da Como, qui sto bene, credo che questa città (forse perché non ne ho mai provate seriamente altre) sia delle dimensioni giuste per me. Molti miei amici che ora vivono in altri stati o addirittura continenti sono “scappati” dall’Italia perché la sentivano stretta, troppo piccola o semplicemente perché il “Bel Paese” non offriva loro quello che desideravano da un punto di vista sociale, lavorativo o economico.
Perché dunque mi lascio un 10% di possibilità di non tornare? Semplicemente perché non conosco ancora tutti gli angoli di mondo che andrò a visitare e quindi chi lo sa..magari troverò un posto migliore dove andare a vivere! In quel caso tranquilli, scriverò su questo Travel Blog dove si trova e perché! 😛

Parque Manuel Antonio-Costa Rica

Iguana nel Parque Manuel Antonio-Costa Rica

 “E per i soldi? Chissà quanto spenderai!”

Pochi, o forse tanti.
Questa credo sia la domanda che in assoluto mi fanno più spesso.
E’ difficile dire a priori quanti soldi si spenderanno, dipenderà da mille fattori. C’è da tener presente che secondo il Giro Del Mondo 2016\17 ipotizzato attraverseremo molti stati in cui il costo della vita è molto più basso che qui in Italia, questo sicuramente aiuterà a mantenere basso il budget.
Purtroppo viaggiare ha un costo e nessuno ti regala niente, società disposte a sponsorizzare non ce ne sono, (o almeno noi non le abbiamo ancora trovate) in particolar modo perché il ritorno di immagine che potremmo offrirgli, soprattutto in questa fase iniziale, è troppo basso. Quindi si, il budget del viaggio nasce dal risparmio, dall’essere stati “formichina” ed aver accantonato un gruzzoletto.
Per i grandi amanti dei numeri e dei conti effettivi, terremo nel nostro diario di viaggio una sessione dedicata alle varie spese che non credo pubblicheremo. Nel caso qualcuno sia interessato nel dettaglio a questo aspetto potrà sempre contattarci in privato. 😉

“Come avete fatto a stabilire l’itinerario? Perché non passate dell’Africa? E dall’India?”

Bisognava fare delle scelte.
Il mondo purtroppo o per fortuna è grande. Noi abbiamo a disposizione, almeno per ora, un unno. Quindi abbiamo tracciato il nostro itinerario consapevoli che avremmo escluso sicuramente posti bellissimi.
Inoltre, in alcuni stati abbiamo amici che ora vivono lì e non abbiamo mai occasione di incontrare, come in Cina, Hong Kong, Colombia, Costa Rica etc.. persone che in questo viaggio vogliamo assolutamente passare a trovare.

“Perché non avete creato un account Twitter?”

Vogliamo che ci resti più tempo possibile per vivere con i nostri occhi.
Mi spiego meglio, abbiamo aperto un sito, collegato una pagina Facebook ed abbinato una pagina Instagram. Oltre alla pagina Youtube di Stefano in cui caricheremo i video. Ci parevano già abbastanza per condividere il nostro viaggio. Ci piace l’idea di raccontarci in notizie, foto ed articoli anche per restituire il favore dai tanti viaggiatori da cui abbiamo preso spunto ma vogliamo poter avere il maggior tempo possibile per vivere ogni momento in prima persona senza pensare a doverlo condividere.

“Come è stata la reazione di amici e colleghi quando avete detto che partivate? E dai social? La gente che vi ha detto?”

Tutti i colleghi e gli amici ci hanno fatto i complimenti per la scelta e per il coraggio.
Con i colleghi e i datori di lavoro ci siamo lasciati in ottimi rapporti. Gli amici ci hanno incoraggiato e qualcuno si è proposto di venire a trovarci per condividere un pezzo del viaggio. Il feedback è stato molto positivo.
Dai social la reazione è stata euforica, in particolare quando abbiamo raccontato la nostra idea su pagine con tema “il viaggio”. La reazione principale, oltre ad essere passati da 300 a 1400 like sulla pagina Facebook e un “più 300 follower” su Instagram, sono stati le circa 80 richieste di amicizia arrivate sui profili personali e i numerosi messaggi ed email ricevute tramite il sito di persone che ci chiedevano info sul viaggio.

AUTORE: Francesco

Skibotn-Norvegia

Skibotn-Norvegia – Il Mare Ghiacciato

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