Australia – Ayers Rock, Kings, Olgas: il monolite nel centro del deserto.

Giro del Mondo: 30° Tappa – Ayers Rock, Kings Canyon, Mt. Olgas

Il “sasso” più grande del mondo, compare davanti ai nostri occhi dal tramonto all’alba, in 3 giorni di tour de force dove l’unica regola è stata BERE (acqua).

Tappe - Ayers Rock E Kings Canyon

Tappe – Ayers Rock E Kings Canyon (clicca sulla mappa per aprire la pagina interattiva)

Dopo numerose valutazioni su come andare a vedere in autonomia Ayers Rock, Kings Canyon e dintorni, abbiamo deciso di optare per un tour prenotato direttamente dall’ostello YHA di Alice Springs. Il costo degli alloggi all’Ayers Rock Resort e al Kings Canyon Resort, più l’ingresso al parco, i 1500km da trasformare in benzina (con punte di 2 AUD/Litro invece che 1,4), il noleggio auto e banalmente il costo del vitto per i 3 giorni ci hanno portato a questa conclusione.

Il mattino alle 6 ci facciamo trovare fuori dall’ostello; c’è qualche disguido interno al tour operator in quanto quella che avrebbe dovuto essere la nostra guida non è stata bene ed in sostituzione arriva “Wayne”. Un incrocio tra Mr. Crocodile Dundee ed Indiana Jones che fa subito capire chi è il capo scrivendo sul parabrezza del pullman “Wayne’s World”. Ad ogni sosta lungo il tragitto ci invita a bere… bere… BERE! Ci sono 40 gradi e diversi km da percorrere a piedi.

Australia: Kings Canyon

Australia: Wayne’s World

Dopo aver pranzato e sistemato le scorte alimentari all’Ayers Rock Resort, ci spostiamo agli Olgas; una formazione rocciosa che spicca nel deserto ed è composta da diversi monoliti prevalentemente di colore rosso. Nulla da invidiare al più blasonato Uluru. Alcuni percorsi all’interno sono chiusi per via del gran caldo (punte di 43°C, Febbraio non è esattamente il miglior periodo per visitare il centro dell’Australia) e ci limitiamo a percorrere un percorso di 1km.

Non facciamo in tempo a lamentarci del gran calcio che le nuvole ci giocano un brutto scherzo unendosi in un temporale che ci coglie alla sprovvista bagnandoci fino alle mutande. E’ stato comunque spettacolare vedere la pioggia cadere sulle rocce formando delle cascatelle con salti di 50/60 metri. Non c’è stato alcun assorbimento da parte del terreno e di conseguenza l’acqua si è completamente riversata nella valle dove eravamo noi. Scherzi della natura!

Australia: Olgas under the rain

Australia: Olgas sotto la pioggia

Il sole si appresta a calare all’orizzonte e ci spostiamo verso l’Ayers Rock. Si dice sia il monolite più grande della Terra ed in effetti si presenta immenso davanti ai nostri occhi. Appare anche più grande di quello che è, trovandosi isolato nel deserto, con solo pochi alberi ed arbusti che non possono neanche lontanamente competere con la sua imponenza. E’ uno dei simboli dell’Australia ed uno dei luoghi più conosciuti al mondo. Finalmente siamo lì, noi e lui, in un turbine di emozioni che ci attraversa dalla testa ai piedi. E’ solo un sasso… ma che sasso!

Il tramonto purtroppo non è all’altezza delle nostre aspettative perché il temporale si è esteso e tutto il cielo si ricopre di nubi. La pioggia nel deserto è comunque un evento raro e quanto vediamo è comunque spettacolare. Cerchiamo di cogliere il momento in cui i fulmini si abbattono su Uluru, ma lo immortaliamo solo con i nostri occhi e non con le nostre macchine fotografiche.

Australia: Ayers Rock

Australia: Ayers Rock

La sera si torna al camp, dove ci viene riservata una delle capanne/tende. Ci sono all’interno 2 letti a castello e mi accorgo di aver dimenticato chissà dove il sacco lenzuolo… quindi ho dovuto chiedere un sacco a pelo. Siamo stanchissimi e ci addormentiamo nonostante il nostro compagno d’alloggio russi come una motosega. La sveglia suona alle 4.

La nostra guida Wayne è ovviamente il primo ad alzarsi ed allestisce la colazione velocemente; vuole essere il primo ad arrivare all’Ayers Rock e, con sguardo iniettato di sangue, ci invita ad iniziare a BERE fin dal mattino presto. Dopo le ultime raccomandazioni iniziamo la Base Walk, che corre lungo il perimetro della Roccia per circa 10Km. Piano piano arriva l’alba e i colori della natura da grigi ed opachi iniziano ad accendersi fino ad un rosso brillante.

Australia: Ayers Rock

Australia: Ayers Rock

Lungo il tracciato vi sono alcuni punti in cui è richiesto di non fare foto all’area. Sono luoghi considerati sacri dagli aborigeni e i turisti sono invitati a rispettare le tradizioni. Lo stesso vale anche per l’ascesa all’Ayers Rock; la tradizione vuole che l’unico punto per salirvi fosse il percorso che compivano gli antichi sciamani. L’accesso è consentito solo in alcuni momenti della giornata e in condizioni meteo sicure (senza vento, con temperature inferiori ai 30 gradi e altro) e il tracciato è quindi chiuso per il caldo. Non ci saremmo comunque saliti; siamo profondamente convinti che le tradizioni altrui vadano rispettate per quanto possibile.

Concludiamo poi la visita al centro informazioni, osservando la storia di Uluru, come sia stato scoperto, inizialmente “espropriato” agli aborigeni per poi essergli restituito a metà anni ’80, non senza polemiche da parte degli australiani verso il governo che ha preso questa importante decisione. E’ edificante e costruttivo vedere che ora si è arrivati ad un minimo di integrazione tra aborigeni e australiani, con politiche di mantenimento dell’area che mettano d’accordo entrambi.

Australia: Ayers Rock

Australia: Ayers Rock

Trasferimento nel pomeriggio fino a Kings Canyon; i km sono tanti, ma Wayne è instancabile alla guida. Ci fermiamo in un “autogrill” dove un ragazzo svizzero in pullman con noi (Felix) fa amicizia con il cammello Nibbles e poi proseguiamo verso il resort. Tuffo in piscina rinfrescante, qualche dingo a controllare il nostro operato in cucina e non perdiamo l’occasione di fare nuove conoscenze.

Vi sono una coppia di inglesi (Douglas e Debra) che hanno in programma di viaggiare 5/6 anni grazie ad un pre-pensionamento dovuto al lavoro da expat per AirBus in Cina; 2 svizzero/australiani (Felix e Nicholas), 1 koreana, 2 ragazze canadesi (Megan e Taylor) che sono in viaggio con una tedesca (Sonia) che ritroveremo successivamente ai 12 apostoli e 2 italo-australiane (Marta ed Anika), oltre ad altri con cui abbiamo parlato meno.

Australia: Kings Canyon Resort

Australia: Kings Canyon Resort

La notte si dorme sotto le stelle all’aperto negli “swags”, sembrano dei sarcofagi impermeabili con all’interno dei materassini. Non comodissimi, ma dormire intorno al fuoco ha sempre il suo perché. La sveglia suona alle 4 e, agili come zombie, ci prepariamo per i 7km di camminata che ci attendono.

Regole ancora più restrittive da parte della nostra guida/sergente Hartman e tutti ci dobbiamo portare dietro almeno 3 litri d’acqua. Tre ragazze koreane sono costrette a percorrere il percorso breve perché non hanno abbastanza bottiglie da riempire. Ad un ragazzo gli presto le mie scarpe di riserva perché ha solo le infradito.

Inizia la camminata che non è ancora sorto il sole; si intravede ancora la luna piena tra le fronde degli alberi e i colori della natura sono ancora tenui e spenti dalla penombra. Subito una salita ci attende, ma nulla di eccessivamente impegnativo. Il gruppo si allunga, ma ci ritroviamo tutti in cima. Siamo praticamente su un alto piano e dopo lo strappo iniziale ci attende quasi esclusivamente pianura.

Australia: Kings Canyon

Australia: Kings Canyon

Siamo circondati da formazioni rocciose a cupola, formatesi in migliaia di anni di erosione naturale. La terra è molto rossa e solo nei canyon dove si convoglia l’acqua delle piogge troviamo della natura fiorente. Il panorama è molto suggestivo e dagli strapiombi si può ammirare la pianura del deserto.

La guida ci segnala che in questo luogo sono state girate alcune scene di “Priscilla, la regina del deserto”, una rappresentazione teatrale famosissima, di cui è stato girato anche un film negli anni ’80.

Australia: Kings Canyon

Australia: Kings Canyon

Passano le ore ed il sole splende in cielo, la temperatura si alza a più di 35 gradi, ma noi fortunatamente iniziamo la lenta discesa del percorso “Rim Walk”. Vi sarebbero anche altri percorsi, ma le distanze sono veramente elevate e sarebbero da compiere in un paio di giorni almeno. L’area è comunque molto bella ed è valsa assolutamente la pena visitarla.
Finita la camminata, ci raduniamo per tornare al resort dove pranziamo con delle fajitas; tuffo veloce in piscina, doccia e di nuovo pullman fino ad Alice Springs. Ci vogliono circa 5 ore e anche la nostra guida si ferma a fare stretching in autostrada per evitare di prendere colpi di sonno. Arrivati in ostello, saluti a tutti che il giorno successivo si vola ad Adelaide.

Australia: Kings Canyon

Australia: Kings Canyon

Tappa precedente: Outback Australiano

Tappa successiva: Adelaide e Grampians National Park

Pagina relativa all’Australia: Clicca qui!

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
128 10/02/17 Alice Springs => Ayers Rock Resort (bus, partenza 6.30, arrivo 12.30) Ayers Rock Resort
Visita Olgas 8
Tramonto all’Ayers Rock 8
129 11/02/17 Base Walk Ayers Rock, visita guidata 8,5 Kings Canyon Resort
Ayers Rock => Kings Canyon (bus, partenza 12.30, arrivo 17.30)
130 12/02/17 Rim Walk Kings Canyon 8 Alice Springs
Kings Canyon => Alice Springs (bus, partenza 13.00, arrivo 18.00)

Galleria foto completa:

Autore: Ste

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