Bangkok: caos e religiosità in un mix esplosivo

La città più trafficata al mondo. Davvero.

Impossibile non rimanere almeno una volta durante la propria permanenza in città, per quanto breve essa sia, imbottigliati nel traffico di Bangkok. “La metropoli che incontra i tropici”, dice Giusy Ferreri.

Che sia una metropoli nulla da obiettare: la più grande città della Thailandia, nonché la capitale.

Thailandia: Bangkok

Thailandia: Bangkok

Fortemente industrializzata e, ciò che cade subito all’occhio…superdinamica! C’è uno stradone principale che funge da superstrada, in cui fanno a gara mezzi di davvero tutti i generi: auto, autobus senza porte, il caratteristico tuc tuc, motorino con attaccato dietro un baldacchino con delle panchette che ti porta in giro per la città quasi ovunque tu voglia. Clacson, abbaglianti, ogni mezzo è buono per farsi strada, in una viabilità decisamente confusionaria, ma in cui ogni guidatore minimamente esperto sembra trovare la propria dimensione senza causare più di qualche urlaccio ogni tanto.

E poi, ci sono diverse strade pedonali, quelle dei ristoranti, della vita mondana, dei venditori di insetti fritti e dei mercatini che vendono qualsiasi cosa. Delle specie di Portobello Rd asiatiche, frenetiche e “caciarone”, con veri e propri venditori per ogni bancarella, disposti a trattare i prezzi fino a convincerti a comprare la propria merce. Ci sono poi interi quartieri che definiremmo occidentalizzati per via dei pub sullo stile americano e inutile nascondere la presenza di vie dedicate all’intrattenimento per adulti.

Voglio raccontare la mia Bangkok by day, quella davvero tropicale, quella che…esci al mattino, cammini per due metri e ti ributteresti immediatamente sotto la doccia da cui sei uscito.

Ma vale la pena di superare questo impatto con afa e forte odore di smog misto a frittura pesante, vale la pensa di perdersi fra le strade e vivere la città, con un’attenzione particolare per i templi buddhisti. La forte religiosità del popolo thailandese lo caratterizza, così come la grande ammirazione per il loro sovrano: infatti, in tutti gli angoli delle strade troneggiano enormi cartelloni simil pubblicitari con elogi e dediche al re. Difficile stabilire se questa sia la prassi, o se questa usanza è temporanea e dovuta al fatto che in Thailandia è in corso un anno di lutto, per la scomparsa proprio di Bhumibol Adulyadej, re fino a qualche mese fa a cui è subentrato ora il figlio, Maha.

Noi come prima tappa del giro dei templi scegliamo Wat Saket, o Monte Dorato, tempio dalla cupola ovviamente dorata che offre un bellissimo view point sulla città perché situato su una piccola altura, raggiungibile con 344 scalini e il corrispettivo di 20 baths (meno di un euro). Mentre si sale ci si può immergere nei verdi giardini in perfetto stile thai, con statue di tutti i generi e campanelle di tutte le dimensioni appese qua e là. Arrivati in cima, oltre a trovare la cupola luccicante, si gode di una vista spettacolare sulla città. Noi ci arriviamo in tarda mattinata ma è fortemente consigliato esserci anche alla sera: il tempio chiude alle 19 e da lassù si può ammirare Bangkok immersa nelle luci della sera.

Thailandia Chiang Mai(2)

Ci dirigiamo poi verso il Gran Palace, la residenza ufficiale del re, anche se non più la sua dimora, nonchè palazzo dotato di una grande sala per i ricevimenti più importanti. L’abbigliamento richiesto è rigorosamente rispettoso, non un lembo di pelle delle gambe deve essere scoperto e si entra nel nucleo vero e proprio del tempio, quello con altare e statua di Buddha, senza scarpe. La t-shirt va bene a patto che schiena e spalle siano coperti: all’ingresso vi è un vero e proprio controllo a riguardo ed un ufficio che fornisce in cambio di un deposito in denaro che viene restituito alla fine del tour, un abbigliamento adeguato al luogo qualora si fosse vestiti in maniera “sconveniente”.

Parola d’ordine: sfarzo.

Forti colori a ornare il marmo, oppure direttamente oro. Le statue di Buddha sono imponenti e non è inusuale trovare davanti fedeli in preghiera, che si prostrano recitando delle nenie per noi ovviamente incomprensibili. In realtà questo è un complesso di edifici, c’è quello gigantesco e principale e poi altri templietti più piccoli, ma ugualmente ornati. Anche qui cortili immensi con statue anche dei cosiddetti guardiani del tempio, dalle espressioni non propriamente simpatiche ma dai dettagli molto accurati, in una composizione di tassellini di mosaico di tutti i colori.

Il biglietto d’ingresso dà diritto anche alla visita del museo delle monete antiche, di cui però onestamente si può fare a meno.

Altro giro, altro tempio, è la volta di Wat Pho, caratteristico per l’enorme statua del Buddha d’oro coricato, 46 metri in lunghezza. Il tempio è stato costruito attorno alla statua e si entra ed esce abbastanza in fretta per via di un percorso guidato ed anche abbastanza “obbligato” che fa girare attorno ad essa. Molto carini i giardini! Noi ci siamo arrivati al tramonto e si sono rivelati una splendida location per qualche foto, con le loro piante, i piccoli stagni e le cupoline di marmo su cui il sole prima di andare a dormire lasciava poggiare i suoi raggi un’ultima volta.

Thailandia: Bangkok, Wat Pho

Thailandia: Bangkok, Wat Pho

Ultima tappa a dire la verità leggermente deludente è stata Wat Arun, o Tempio dell’Alba: deludente perché ad oggi in ristrutturazione, quindi la sua struttura rimane un po’ imprigionata dalle grate di ferro dei lavori. Sfruttiamo comunque la sua location per fare qualche foto anche lì, ben si prestano a diverse prospettive le sue imponenti scalinate di pietra e comunque volendo trovare un dettaglio positivo anche in questa visita si notino gli intagli nella pietra in stile cinese, che ricordano inconfondibilmente l’Asia e le sue bellezze.

Autore: Ilaria

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