Bolivia – La Paz: Sono laPazzi Questi Boliviani

Giro del Mondo: 56° Tappa – La Paz

3 giorni a La Paz, una delle metropoli più alte del mondo, tra salti dai grattacieli e discese spericolate in bicicletta.

Bolivia: La Paz - Le Nostre Tappe

Bolivia: La Paz – Le Nostre Tappe (clicca sulla mappa per aprire la pagina interattiva)

In bus non sono solo; il mio viaggio in solitaria non sta procedendo “benissimo”, perché insieme a me c’è anche Bianca, una ragazza tedesca del mio stesso ostello a Sucre. Benché dormiremo in ostelli differenti, i giorni a La Paz (e successivamente sul lago Titicaca), saranno con lei. Parla benissimo inglese (vivendo in Nuova Zelanda), quindi non c’è rischio di dover sfoggiare il mio pessimo tedesco.

Arrivo alla più alta metropoli del mondo la mattina presto; fortunatamente ho preso un bus notturno “cama”, quindi essendo il sedile quasi completamente reclinabile, sono riuscito a dormire qualche ora più del solito. Colazione in ostello e doccia di “sveglia” prima di iniziare ad esplorare la città.

Bolivia: La Paz

Bolivia: La Paz

Mi accordo con Bianca e, come da abitudine consolidata, partecipiamo ad un free walking tour che ci porta tra le vie del centro. La città è in mezzo ad una valle e ad eccezione degli edifici storici e quelli più centrali, siamo attorniati da casette in mattoni senza intonaco. La città sembra essere completamente “arancio/mattone”.

Il tour è interessante e ci viene spiegata un po’ di cultura boliviana e qualcosina di politica. Le cose più “particolari” sono i racconti sulla superstizione che fa portare gli abitanti di La Paz al sacrificio di animali durante la costruzione delle abitazioni e, pare leggenda metropolitana, a sacrifici umani in caso di costruzioni particolarmente grandi, come grattacieli o fabbriche.

Bolivia: La Paz

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Altri aneddoti si sprecano sulla vita di coppia degli autoctoni, con gli uomini che in fase di corteggiamento lanciano delle piccole pietre alle donne e con queste che mostrano il polpaccio nel caso di reciproco interesse. Inoltre, quasi tutte tendono ad indossare vestiti molto larghi per sembrare più “abbondanti” come segno di fertilità e l’accessorio per eccellenza è il cappellino a bombetta, importato dagli inglesi ed inizialmente destinato agli uomini boliviani; unico problema, la dimensione della testa è superiore a quella degli inglesi, quindi non riuscivano ad infilarli. Non andando bene agli uomini, con un’abile mossa di marketing, i britannici sono riusciti a convincere le donne ad indossarli e la “moda” si è mantenuta fino ad ora.

Penultima tappa del tour in una delle piazze principali, ricoperta di piccioni e teatro di alcuni scontri che stavano per portare alla guerra civile agli inizi degli anni 2000, ed ultima in un baretto con il solito “happy hour” dove ci vengono spiegate alcune decisioni controverse del Presidente Evo Morales.

Bolivia: La Paz

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Il mattino seguente prendo la funivia (uno dei mezzi di collegamento pubblico in città, come fosse la metropolitana) e salgo nel quartiere di El Alto, come suggerito a Sucre da uno dei pochi italiani incontrati in questo viaggio. Il panorama vale decisamente la salita, perché si ha tutta la città ai propri piedi ed in lontananza la cordigliera delle Ande che ne fa da cornice.

Essendo solo non mi sembra opportuno scendere a piedi tra i vicoli delle case abbarbicate sulla collina e mi affido quindi ad uno dei minibus, che mi fa scendere al cimitero principale. Da lì gironzolo per le vie del Mercado Negro, mi faccio cambiare la batteria dell’orologio ed acquisto un paio di scarpe nuove che quelle vecchie stavano tirando gli ultimi.

Bolivia: La Paz

Bolivia: La Paz

Appuntamento pomeridiano con Bianca alla base del grattacielo dell’Hotel Presidential per l'”Urban Rush“. Mi sono infatti lasciato convincere nella pazza idea di buttarsi dal 17esimo piano del grattacielo legato ad una corda. Soffro un po’ di vertigini, ma mi sembrava abbastanza sicuro ed era una cosa nuova. In fondo, si vive d’esperienze.

Entrambi abbiamo la possibilità di scegliere un costume da supereroe ed io opto per Spiderman, mentre lei per Supergirl. Ci viene spiegato su un materasso di prova cosa dovremmo andare a fare una volta che ci sporgeremo dalla finestra. Certo, un conto è farlo da 1 metro d’altezza, un conto farlo da 60… ma seguiamo comunque con attenzione.

Bolivia: La Paz - Urban Rush

Bolivia: La Paz – Urban Rush

Dalle prove si passa ai fatti; va ovviamente per primo l’istruttore, che ci mostra per filo e per segno cosa fare e come passeggiare e saltellare giù dal muro. Una volta sceso lui, ci fa segno di prepararci. Da buon cavaliere, lascio l’opportunità di andare per seconda a Bianca, che un po’ alla volta arriva in fondo senza problemi.

E’ quindi il mio turno. Un millimetro alla volta riesco a posizionarmi con i talloni sulla finestra e con le punte dei piedi a penzoloni. La città è davanti a me, ma non riesco a guardarla. O guardo verso il basso o le vertigini incombono. Il momento peggiore è ovviamente quando devo passare dall’essere “verticale” ad arrivare a 90 gradi sul muro per poi iniziare a muovermi. L’imbracatura mi tiene ben saldo, ma sono pur sempre a 60 metri da terra! C’è un ragazzo adibito a ruolo di fotografo che continua a scattare foto a ripetizione; il mio senso di vanità mi consente di fingere dei gran sorrisi ed una sicurezza che non ho. Un po’ alla volta mi avvio giù per il muro; la corda scivola delicatamente tra le mie mani e, fortunatamente, ho pieno controllo sui miei movimenti. Arriva poi il momento del salto finale. Mancano circa 25 metri e l’istruttore chiama la caduta libera. Apro le mani e faccio un bel salto che mi fa atterrare delicatamente al suolo.

Bolivia: La Paz - Urban Rush

Bolivia: La Paz – Urban Rush

Drin drin! 6.30! Sveglia! Notte corta e con difficoltà a prendere sonno per bene. Ne pagherò le conseguenze nei giorni successivi con febbre e mal di gola. Comunque sia, godiamoci il momento, nuova giornata, nuova avventura! Questa volta si tratta di scendere in bicicletta la “Carrettera della Muerte”; una delle strade di montagna più caratteristiche del Sud America. Fino a qualche anno fa era l’unica via di collegamento tra i Paesi di La Cumbre e Coroico, ma a seguito dei numerosi incidenti mortali, il governo ha deciso di aprire una nuova strada più moderna. Questa è diventata principalmente un’attrazione turistica ora.

Con me in pullmino ci sono Bianca, altri 2 ragazzi tedeschi, uno del Lichtestein, la guida Salomon ed ovviamente l’autista. In circa un’oretta e mezza con sosta toilette e acquisto di qualche snack, arriviamo al punto di partenza. Intorno a noi c’è la neve. Siamo a 4700mt d’altezza e dovremo percorrere 63km di discesa, con quasi 3000mt di dislivello.

Bolivia: La Paz - Carrettera della Muerte

Bolivia: La Paz – Carrettera della Muerte

Qualche istruzione da parte di Salomon e si parte. Il primo tratto è asfaltato e siamo in mezzo a delle montagne che ci affiancano imperiose; scendiamo veloci, prendendo confidenza con i nostri mezzi. La strada è ben tenuta e ci sono poche buche. Scendiamo rapidamente a meno di 4000mt d’altezza.

Questa è stata solo una piccola anteprima di riscaldamento; carichiamo le bici sul furgoncino e ci portano all’inizio effettivo della Carrettera. La strada diventa sterrata e con buche e sassolini ovunque. I cigli sono spesso indifesi ed è ovviamente ad una corsia sola. Difficile pensare che da queste parti ci passassero effettivamente auto in entrambi i sensi.

Iniziamo la discesa in un panorama spettacolare; attraversiamo la foresta e di tanto in tanto delle cascate dove passiamo sotto bagnandoci i caschetti. Salomon è preciso ed attento nel guidarci e nel fermarsi nei posti più panoramici. Le soste sono anche necessarie perché le mani un po’ alla volta risentono dei continui colpi che ricevono dal manubrio della bici.

Bolivia: La Paz - Carrettera della Muerte

Bolivia: La Paz – Carrettera della Muerte

In circa un paio d’ore, con le numerose soste, arriviamo in fondo alla Carrettera, sicuramente una delle attrazioni principali della zona di La Paz e da fare una volta nella vita! Non è per tutti e bisogna metterci un po’ di attenzione, perché c’è il rischio di cadere o di scivolare rovinosamente, ma non bisogna essere dei ciclisti allenati per discenderne.

Concludiamo la giornata con un tuffo in piscina e con un pranzo a buffet. Siamo a meno di 200mt d’altezza e la temperatura è decisamente salita, finalmente! Ci commiatiamo poi dagli altri e con Bianca torno a La Paz, mentre gli altri ragazzi si fermano un paio di giorni nel paesino. Nuovamente, attraversiamo con il pullmino dei panorami veramente spettacolari, essendo la strada costruita praticamente in cima a delle vette montane.

Bolivia: La Paz - Carrettera della Muerte

Bolivia: La Paz – Carrettera della Muerte

Giornata di trasferimento da La Paz a Copacabana; mi trovo con Bianca vicino all’ostello ed insieme andiamo al terminal dei bus, dove il nostro ci attende puntuale alle 10.30 per portarci in circa 4 ore, traghetto compreso, sul lago Titicaca, ultima tappa della mia avventura in Bolivia!

Bolivia: La Paz

Bolivia: La Paz

Tappa precedente: Sucre

Tappa successiva: Copacabana, Isla del Sol

Pagina relativa alla Bolivia: Clicca qui!

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
236 28/05/17 Sucre => La Paz (bus, Trans Copacabana, partenza 20.00, arrivo 8.00) La Paz
Free Walking Tour La Paz City Center 6,5
237 29/05/17 Funivia + El Alto 7 La Paz
Urban Rush 8
238 30/05/17 Carrettera della Muerte 8,5 La Paz
239 31/05/17 La Paz => Copacabana (bus, partenza 10.30, arrivo 14.30) Copacabana

Galleria foto completa:

Autore: Ste

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