Bolivia – Potosi: Cerro ricco, mi ci ficco

Giro del Mondo: 54° Tappa – Potosi

2 giorni a Potosi, l’El Dorado boliviano. La città sorge infatti ai piedi di una montagna piena di minerali preziosi.

Potosi - Le Nostre Tappe

Potosi – Le Nostre Tappe (clicca sulla mappa per aprire la pagina interattiva)

Dal bus si leva più di una volta l’urlo: “Vamos” “Vamos” “Vamos senor conductor” con l’annesso bussare sulla porta che separa l’autista dai passeggeri. Metodi strani, ma efficaci quelli dei trasporti boliviani; si scende e si sale sul pullman dove si vuole, gridando “Para por favor” (fermati, per favore). L’autista, diligente, accosta e fa scendere o salire i passeggeri, che ringraziano e pagano. La missione “aziendale” è riempire il più possibile i bus, quindi spesso e volentieri i trasporti sono ritardati perché i conducenti semplicemente “aspettano”.

Arrivo comunque a Potosi senza problemi e sul mio stesso pullman ci sono altri 3 ragazzi che erano con me ai Salar de Uyuni. Dividiamo un taxi e ci facciamo portare ai relativi ostelli. Cena veloce e passeggiata nel centro cittadino, avvolto intorno alla piazza principale.

Bolivia: Potosi

Bolivia: Potosi

Il mattino seguente vado nuovamente in esplorazione dei vicoli del centro; c’è tantissima gente in giro, perché ci sono alcune celebrazioni con annessa sfilata militare, banda e studenti delle scuole. Probabilmente si festeggia la liberazione della Bolivia.

La città è carina, arroccata su un colle, dominato dal ben più grande Cerro Rico. Tante sono le persone in giro ed è molto simpatico vedere molte delle signore anziane vestite ancora con abito e cappello tradizionali. Ragazzi e ragazze più giovani, sono invece abbigliati più normalmente, con jeans e magliette o felpe. Mantengono la tradizione solo le neomamme, che avvolgono i bimbi in fasce colorate che tengono appese al collo.

Bolivia: Potosi

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Concordo poi con un’agenzia per un tour nel pomeriggio ad una delle miniere. Penso i due business principali della città siano appunto l’estrazione di minerali preziosi e i tour per vedere da vicino la vita di un minatore.

Alle 14.00 mi faccio trovare puntuale al ritrovo. Passa il pullmino e ci porta ad una sosta veloce al mercato dove si possono acquistare dei “regali” per i minatori quando li si incontra. Prendiamo un succo di frutta ed un sacchettino di foglie di coca. Ci rimettiamo poi in marcia per fermarci in un piccolo magazzino, dove ci vestiamo con una tuta da giovani esploratori e, soprattutto, un paio di stivali di gomma.

Bolivia: Potosi

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Arriviamo finalmente all’ingresso della miniera. Per nulla fatiscente e curato. Ci sono alcune casette di legno e, sotto ad una tettoia, un “buco” nel terreno dove si riesce a passare. La vista in compenso è abbastanza bella, con tutta la città sotto di noi.

Nell’attesa di entrare, faccio due chiacchiere con Cinta, una ragazza di Barcellona in viaggio per il Sud America da Nord verso Sud, alla quale chiedo alcune informazioni sulle mie prossime destinazioni dove lei è già stata, e con una ragazza ed un ragazzo olandesi già incontrati ad Uyuni ed in Patagonia.

Bolivia: Potosi

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Accovacciati iniziamo la nostra discesa nel lungo tunnel d’ingresso alla miniera seguendo i binari che servono per lo spostamento dei carrelli pieni del materiale estratto dalla montagna. Ogni carrello pesa più di una tonnellata ed è spostato a mano da 3 o 4 minatori.

Il sentiero è pieno d’acqua e la guida ci spiega che non si può fare nulla, perché oltre all’acqua proveniente dalle sporadiche piogge, sono presenti anche alcune falde acquifere che non si riescono a prosciugare. Non c’è luce, se non quella delle nostre torce.

Bolivia: Potosi

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Continua il saliscendi con le spiegazioni della guida, di tanto in tanto incontriamo alcuni minatori a cui facciamo dono di succo e foglie di coca acquistati in precedenza. Tutti hanno la guancia piena di foglie di coca. Una volta entrati in miniera, non ne escono prima di 10 ore, quindi utilizzano le foglie per darsi un senso di sazietà e non farsi venire fame. Pranzeranno o ceneranno a fine turno. Solo in questo tunnel ci sono 400 minatori e in totale nella montagna vi sono più di 200 ingressi.
Arriviamo poi al “Diavolo”, una statua rappresentativa che funge da protezione ai minatori. Gli si fa dono di foglie di coca, alcol e sigarette. Se fuma, sarà una giornata fortunata, se non si riesce ad accendergli la sigaretta, potrebbe arrivare la sventura.

Bolivia: Potosi

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Concludiamo la visita che è stata abbastanza provante, sia fisicamente che mentalmente. Una ragazza si è anche sentita un po’ male per via della polvere presente ovunque nell’aria e l’altitudine (siamo a più di 4.300mt). Ci viene spiegato che ogni anno muoiono una ventina di minatori, raramente per crolli, ma più che altro per la nocività dell’aria presente in miniera. Alcuni operai, i più esperti e bravi a trovare i filoni, in particolare di argento, riescono a guadagnare circa 1000 euro al mese, mentre molti altri fanno la fame.

La guida sottolinea però che non ci sono molte alternative per chi è nato nella città di Potosi, quindi rimango con il dubbio amletico: “Meglio fare una vita da topi in trappola come questa della miniera per trovare argento che finirà al collo dei “ricchi” o meglio provare a fare altro, con il forte rischio di rimanere disoccupati in mezzo alla strada?”. Non ho una risposta.

Bolivia: Potosi

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Ultima mezza giornata a Potosi e vado a visitare la Casa Nacional de La Moneda. Il conio nazionale boliviano fino a metà del 1900. Una visita abbastanza interessante, con l’evoluzione della fabbricazione delle monete, dai primi metodi rudimentali a processi più evoluti che sfruttano l’energia del vapore e successivamente dell’elettricità.

La stanza più interessante è sicuramente quella della laminatura, dove ci sono degli immensi ingranaggi (gli unici preservati così bene nel mondo), che venivano utilizzati per rendere i lingotti sottili fino a pochi millimetri, attraverso il movimento continuo degli asini che fanno girare l’argano. Vi sono 3 ruote del diametro di più di 4 metri l’una.

Bolivia: Potosi

Bolivia: Potosi

Pasto veloce in linea con gli standard boliviani, 2 euro e qualche spicciolo e poi bus di linea fino al terminal nuovo, poco fuori città. Anche in questo caso i passeggeri sono abbastanza rumorosi e sollecitano continuamente il “Senor Conductor” alla partenza.

Finalmente dopo circa un quarto d’ora, i vari “Vamos” “Vamos” si tramutano in un motore acceso e nel mio personale “Vamos a Sucre!”.

Bolivia: Potosi

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Tappa precedente: Salar de Uyuni

Tappa successiva: Sucre

Pagina relativa alla Bolivia: Clicca qui!

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
230 22/05/17 Uyuni => Potosi (bus, partenza 16.30, arrivo 20.15) Potosi
231 23/05/17 Potosi City Center 6,5 Potosi
Miniere Cerro Rico 8
232 24/05/17 Casa Nacional de la Moneda 7 Sucre
Potosi => Sucre (bus, partenza 16.00, arrivo 19.45)

Galleria foto completa:

Autore: Ste

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