Bolivia – Salar de Uyuni: Colorato come le lagune, bianco come il sale

Giro del Mondo: 53° Tappa – Salar de Uyuni

3 giorni attraverso i parchi nazionali di Cile e Bolivia, partendo da San Pedro de Atacama per raggiungere Uyuni.

Uyuni - Le Nostre Tappe

Uyuni – Le Nostre Tappe (clicca sulla mappa per aprire la pagina interattiva)

Partenza presto e ritrovo di tutti i tour all’ufficio emigrazione cileno. Avremmo dovuto condividere una jeep in 6, ma sfortuna loro, fortuna nostra, due ragazze che avrebbero dovuto essere con noi non si sono fatte timbrare correttamente il passaporto e non potevano uscire dal Paese. Burocrazia e disattenzione, due cose che non convivono facilmente. Con me, Cecco ed Ilaria, ci sarà solo Daniel, un ragazzo spagnolo che è in Cile da qualche mese per studiare all’università di Santiago.

Iniziamo la scalata del Passo di montagna a 4.600mt, dove si trova la frontiera con la Bolivia. Cecco perde per la 100esima volta il cappello a causa del vento, ma con passi molto lenti per via dell’altitudine riusciamo a recuperarlo. Nuovo timbro sul passaporto e siamo in territorio boliviano!

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Lunga discesa ed arriviamo alle prime delle tante lagune colorate che vedremo nei prossimi giorni. Prima la bianca, coperta di ghiaccio, e poi la verde. I riflessi si sprecano ed il panorama è eccezionale. C’è un forte vento e la temperatura rasenta lo zero, ma ce la caviamo lo stesso.

Ci fermiamo per una breve sosta anche al deserto di Dalì; chiamato così perché il famoso pittore spagnolo è passato da queste parti e gli è piaciuto così tanto che le autorità boliviane hanno deciso di dare il suo nome a quest’area.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Sosta piacevole in un piccolo centro termale che sorge in una zona geotermica; gli autoctoni hanno pensato bene di creare una piccola piscina per la delizia degli stranieri in arrivo da quelle parti. La temperatura esterna è sempre molto bassa, ma i 38°C della pozza d’acqua sono un toccasana. Unico “problema” è che l’immersione al caldo aumenta i sintomi del mal di montagna. A breve mi verrà un mal di testa fastidioso che mi accompagnerà per tutta la giornata.

Pranzo e poi raggiungiamo una delle zone più particolari di tutta l’area, a quasi 5000mt d’altezza. I Geysers di Sol de Manana. Vi sono fumarole ovunque che emettono un fortissimo odore di zolfo. Il territorio è davvero strano, con piccole collinette e numerose pozze di fango che ribolle. Da rimanere a bocca aperta… almeno finché il freddo pungente lo permette!

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

L’ultima tappa della giornata è alla Laguna Colorada, optiamo infatti per non andare a vedere la roccia a forma di albero a quasi un’ora di jeep di distanza. L’acqua è di un rosso intenso, dovuto alla presenza di ferro all’interno di esso. Si estende per più di 60km quadrati e riusciamo a scorgere alcuni fenicotteri in lontananza. Anche questa ci stupisce significativamente. Questa Bolivia ci sta regalando un sacco di soddisfazioni.

Arriviamo poi al nostro alloggio nel “ridente” paesino di Villa Mar. Non c’è il mare, ma un piccolo fiume; ben due campetti da calcio ed altrettanti da basket. Non riusciamo a capire chi ne faccia uso, non abbiamo visto praticamente nessuno in giro. Camera da letto e sala cucina sono freddissime. Non passeremo una bella nottata, ma in fondo siamo in mezzo al nulla.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Scostiamo gli 8kg di coperte che abbiamo sopra di noi e ci avviamo lentamente a colazione, con la speranza di scaldarci un poco. Giretto nel paesino in cui esercito il mio Italianspagnolo con Daniel e poi si sale sulla jeep per dirigerci alla volta della Valle de Rocas, un insieme di formazioni laviche che hanno creato delle vere e proprie sculture di pietra.

Coppa del Mondo, Italia Perduta (per via di alcuni Italiani che si sono persi nell’area in passato) ed infine il cammello di roccia. Su quest’ultimo faremo alcune foto di gruppo, benché la scalata si sia rivelata ben più difficile del previsto, con “scalette” umane e mosse alla Cliffangher per riuscire ad arrampicarsi sopra. Almeno abbiamo fatto amicizia con gli altri del gruppone di 3 jeep.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Altro tratto in auto ed altro spettacolo ad attenderci. Raggiungiamo infatti la Laguna Negra, chiamata così per il colore scurissimo. La troviamo ghiacciata, con alcune anatre che ci camminano sopra non riuscendo ad immergersi.

Anche qui è fortissimo il contrasto tra i colori della natura; saltiamo da una roccia all’altra dalle conformazioni più strane e ci accomodiamo sulla “vetta” di un promontorio per un po’ di relax. Fortunatamente la temperatura è salita e finalmente si sta abbastanza bene anche senza giacca.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Ultime tappe della giornata al Canyon dell’Anaconda e poi ad un piccolo villaggio dove ci fanno provare la birra artigianale a gusti mai visti prima: cactus, coca e quinoa. Ne prendiamo una a testa per poi provarle tutte e 3. Senza lode, né infamia.

Arriviamo poi al nostro alloggio per la notte, che sarà all’interno dell’ostello di sale. Tutto l’edificio è, infatti, di cloruro di sodio, dai mattoni per i muri, a tavoli e sedie, per finire con la base per i letti. Ci concediamo una doccia quasi calda ed inauguriamo le carte comprate 2 mesi prima per giocare a “cambio”, il gioco che ci è stato insegnato dai Couchsurfer nelle Filippine.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Arriva il momento tanto atteso; sveglia alle 5 ed iniziamo a percorrere nell’oscurità la distesa di sale del Salar de Uyuni. Il nostro conducente spegne un attimo le luci della jeep ed intorno a noi è tutto nero. In mezz’oretta arriviamo all’isola Incahuasi, “isola” forse non è il termine più corretto, ma è una delle poche colline di “terra” che emergono dal “mare di sale” sotto di noi.

Non siamo molto fortunati con l’alba, perché è nuvoloso e la visibilità non è delle migliori. Ci accontentiamo di schivare i cactus che sono ovunque intorno a noi. Colazione sui tavolini di sale allestiti dal nostro conducente e facciamo i primi test di foto stupide anche ad Uyuni.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Ci rimettiamo in auto e ci allontaniamo dall’isolotto, fermandoci in mezzo al nulla. Nord, sud, ovest, est: Sale, nient’altro. La distesa bianca si estende fino all’orizzonte dove va a mescolarsi con le nuvolette che purtroppo non ci abbandonano.

E’ sicuramente uno dei posti più incredibili del mondo, veramente unico. E’ impossibile orientarsi se non si conosce la zona o senza una bussola. Ero conscio dovesse essere uno dei luoghi da non perdere durante il nostro giro del mondo e finalmente ci siamo arrivati. Il programma futuro è di tornarci nella stagione delle piogge, quando si formerà uno strato d’acqua di qualche centimetro che lo farà diventare lo specchio più grande del mondo.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Ancora con il ricordo piacevole di quanto appena visto, facciamo una sosta veloce alla piazzola delle bandiere, al primo ostello di sale costruito nell’area ed ora reso piccolo museo e poi al monumento alla Parigi – Dakar, che per ben 5 anni è passata dalla Bolivia. Vedendo i panorami ed i deserti attraversati negli ultimi giorni, possiamo capire perché abbiano scelto questa rotta.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Ultima tappa della giornata al Cimitero dei Treni vicino alla città di Uyuni. Erano i primi rudimentali mezzi di trasporto per la traversata fino al Cile. Vi era uno scambio di materie prime tra i due Paesi e le locomotive utilizzate sono proprio davanti a noi.

Ora sono più utilizzate dai writer come tela su cui dipingere e dai turisti per fare foto artistiche in mezzo a ferro e ruggine. Muoversi sulle locomotive mi ricordava Marty McFly in Ritorno al Futuro 3.

Bolivia: Uyuni e dintorni

Bolivia: Uyuni e dintorni

Arriviamo poi alla cittadina di Uyuni, pranzo all’agenzia che ha organizzato il tour e giro nel piccolo centro del Paese che non ha molto da offrire.

Giunge poi il momento dei saluti, non solo agli altri componenti del gruppo, ma anche con Cecco ed Ilaria. Io ho girato per bene il Perù solo un paio di anni fa, quindi ho deciso di fermarmi per qualche giorno in più in Bolivia, andando a vedere anche le località meno frequentate dal turismo di massa. Il vantaggio di non avere vincoli di tempo è che si può provare a viaggiare un minimo “senza fretta”… e, inoltre, voglio provare l’ebbrezza di viaggiare un po’ in solitaria… anche se vedendo la quantità impressionante di viaggiatori che stanno attraversando il Sud America (così come avevamo visto anche in Asia), stare “soli” sarà veramente difficile! Cecco, Ila, ci si vede in Ecuador… io vado a Potosi!

Bolivia: Uyuni e dintorni

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Tappa precedente: San Pedro de Atacama

Tappa successiva: Potosi

Pagina relativa alla Bolivia: Clicca qui!

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
228 20/05/17 Giorno 1 Tour Salar de Uyuni: Laguna blanca e verde, Decierto Dali, Aguas Calientes, Geysers Sol de Manana, Laguna Colorada 8,5 Villa Mar
229 21/05/17 Giorno 2 Tour Salar de Uyuni: Valle de Rocas, Laguna Negra, Canyon dell’Anaconda 8,5 Chuvica
230 22/05/17 Giorno 3 Tour Salar de Uyuni: Salares, Incahuasi, Cemeterio de trenes, Uyuni 9,5 Potosi
Uyuni => Potosi (bus, partenza 16.30, arrivo 20.15)

Galleria foto completa:

Autore: Ste

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