Buenos Aires: la città dell’orgoglio femminista

Finalmente è arrivato: il giorno della MIA partenza. Il momento di raggiungere i Cittadini del Mondo a Buenos Aires. Volo comoda: mi imbarco in una fresca sera di aprile a Milano Malpensa e raggiungo Madrid, scalo di 3 orette e poi a mezzanotte nuovo aereo per l’Argentina, quindi un orario agevole per dormire tutta la notte in volo ed essere “carica e fresca” la mattina seguente. Cecco mi viene a prendere in aeroporto e immediatamente partiamo in autobus alla volta del centro città dove, giusto il tempo di lasciare lo zaino in ostello, ci aspettano Stefano e Claudio, e in realtà un’altra ventina di persone, per partire subito per il Free Walking Tour di una prima parte della città.

Argentina: Buenos Aires

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Il punto di ritrovo è il palazzo del Congresso e la proposta di questo pomeriggio è di proseguire con qualche tappa nei punti più salienti della città: passiamo sotto Palazzo Barolo, che ai tempi in cui è stato costruito, cioè agli inizi del Novecento, era l’edificio più alto della città e del Sudamerica e che oggi offre comunque una buona visuale della città (ci fidiamo della guida e decidiamo di non salire), per poi proseguire verso la Plaza de Mayo, il cuore della città, dove si trova la famosa Casa Rosada, sede del Governo: siamo un po’ “sfortunati” perché la piazza è chiusa in alcune aree oggi e gremita di forze dell’ordine. Questo per via di una manifestazione femminista che sta per cominciare, anche se, nella sfortuna di non poterci avvicinare per bene alla Government House, il lato positivo è di respirare in questa occasione il clima “pasionario” che è tipico di molte popolazioni del Sudamerica. Passeggiando fra le vie della città si fa sera in un tempo che pare molto molto veloce e si alza anche un discreto venticello che ci induce a salutarci una volta finito il tour: io e Cecco raggiungiamo il nostro ostello dopo aver cenato in una trattoria rustica molto carina, mentre Stefano a Claudio raggiungono la casa di una ragazza che li sta ospitando in questi giorni.

Appuntamento il giorno dopo per un altro tour e stavolta si parte dal teatro Colòn, luogo di svolgimento di opere liriche, per proseguire poi nel quartiere residenziale della “Buenos Aires bene”. Ce ne accorgiamo subito per lo stile aristocratico e sfarzoso degli edifici e anche per la presenza di negozi con brand di alta moda. Sostiamo in Plaza San Martin per il tempo di capire l’importanza di questo personaggio per le popolazioni argentina, cilena e peruviana, un generale dell’esercito argentino vissuto alla fine dell’Ottocento che è stato fondamentale per l’indipendenza di questi tre Paesi.

Argentina: Buenos Aires

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Il tour, decisamente più lungo e impegnativo di quello del giorno prima, termina poi nel cimitero della Recoleta, dove fra tante famiglie più o meno conosciute della città, riposa anche Eva (Evita) Peròn, attrice, politica e sindacalista argentina che fu anche First Lady del secondo Presidente argentino. Insomma, una spolverata di storia della città concentrata in due tour di più o meno mezza giornata l’uno.

Per terminare la giornata ci concediamo prima di tutto un giro nell’Ateneo Grand Splendid, quella che oggi è diventata una grande libreria, ricavata in un ex teatro e quindi ancora allestita come tale. Successivamente, in serata, ci raggiunge Veronica, una simpatica ragazza di qui che i Cittadini del Mondo hanno conosciuto in Cina: sembra molto ben disposta a farci da Cicerone, stavolta per quanto riguarda la Buenos Aires by night. Ci porta a fare un giro in un posto molto alternativo, una sorta di galleria piena di negozi di piercing e tatuaggi…non perché qualcuno di noi ne voglia uno, ma perché ne è appassionata. In effetti si rivela una parentesi che fa molto “street”, ci sono un sacco di giovani tatuati e “tatuandi”. Poi ci scorta a cena, in un ristorante dove ci fa provare alcune specialità argentine di carne.  Finiamo la serata in gelateria, da buoni italiani (anche se qui il gusto che va per la maggior è il dulce de leche).

Il giorno seguente è il turno prima di tutto della Bombonera, uno dei due stadi della città di Buenos Aires, capace di ospitare circa 50mila tifosi, dove passiamo un paio d’ore in prima mattinata, anche se per i miei gusti personali ciò che è più interessante di questa giornata è la passeggiata nel quartiere popolare La Boca. In particolare quello che ho trovato più suggestivo in assoluto è stato il Caminito, la parte esclusivamente pedonale: le facciate delle casette sono tutte colorate (foto 6), lo stesso edificio può mescolare giallo canarino, rosso fuoco, verde bottiglia e blu acceso senza che questo risulti un pugno in un occhio alla vista…o forse in realtà il bello è proprio questa accozzaglia di colori che ti fa sentire subito più allegro. All’ingresso del Caminito troviamo qualche bancarella con oggettini fatti a mano o di antiquariato, oltre ad una simpatica statua-caricatura del nostro Papa Francesco affacciata ad un balconcino e ad un fierissimo sosia di Maradona che si guadagna qualche spicciolo facendo foto con i turisti. Appena si incomincia a camminare…ristoranti, botteghe artigianali di foulard, cappelli di paglia, statue di legno e oggetti realizzati con materiale da riciclo (come ad esempio bottiglie di vetro) e ovviamente gli immancabili tangheri, che si esibiscono vestiti di tutto punto come se fossero realmente in scena. Ci godiamo questo quartiere sprizzante di vita per poi chiudere la giornata verso il porto, per un’ultima passeggiata prima di tornare in ostello.

Argentina: Buenos Aires

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La musica e i colori de La Boca, il fiero patriottismo del centro città, sole, pioggia e vento che si alternano ad un ritmo davvero incalzante: questa è Buenos Aires.

 

Ilaria

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