Cile – Isola di Pasqua: orizzonti lontani, ambienti misteriosi

Giro del Mondo: 37° Tappa – Isola di Pasqua

Nel mezzo pacifico, veniamo avvolti dall’aura di mistero che permea tra gli immensi Moai dell’isola.

Isola Di Pasqua - Tappe

Isola di Pasqua: Le nostre tappe (clicca sulla mappa per andare alla pagina interattiva)

Isola di Pasqua, Easter Island, Isla de Pascua, Rapa Nui… decine di modi per dare il nome ad una delle località più remote della Terra; un isolotto di pochi chilometri quadrati dove emergono secoli di storia antica e misteri ancora irrisolti. Un luogo incantevole e da visitare almeno una volta nella vita.

Pensavamo 5 giorni fossero troppi per fermarci sull’isola prima di ripartire per il continente sud-americano, ma sono stati il giusto compromesso per godersi a pieno la sosta; i Moai sono ovviamente l’attrazione principale, ma i trekking sui 2 vulcani principali, il diving ed un poco di relax tra la spiaggia e le tartarughe hanno riempito al meglio le giornate.

Isola di Pasqua: Ahu Tahai

Isola di Pasqua: Ahu Tahai

Arrivati a destinazione su un modernissimo Boeing Dreamliner della Latam Airlines, ci vengono a prendere i ragazzi del nostro campeggio/ostello, accogliendoci con la classica collana di fiori polinesiana. L’alloggio è spartano e con il minimo essenziale, ma grazie alla cucina in comune e al wifi che funziona ben poco, abbiamo occasione di scambiare quattro chiacchiere con quasi tutti gli altri viaggiatori; ognuno con la sua storia, ognuno con la sua destinazione. Inizialmente pensavamo di essere originali con il nostro Giro del Mondo, ma ancora una volta siamo smentiti dalla realtà dei fatti; incontriamo una quantità di backpackers esagerata in ogni angolo del Globo.

Rodrigo (il “traductor” dell’ostello) ci fornisce una mappa con le varie indicazioni e cerchiamo di pianificare al meglio i giorni successivi. Iniziamo con il trekking delle 3 caverne; un percorso che parte dalla città e corre lungo la costa. Le caverne senza una guida che ci spieghi per cosa fossero utilizzate in passato, non si rivelano essere granchè, anche perchè sfortunatamente non troviamo la caverna con l’albero che spunta da un buco nella roccia! Rimaniamo appagati solamente dalla vista delle uniche statue di Mohai rivolte verso il mare ad Ahu Aviki.

Isola di Pasqua: 3 Caves

Isola di Pasqua: 3 Caves

Sono le 16.00 e il sole cala dopo le 20.00. Stanchi dalla lunga camminata, decidiamo comunque di salire per il sentiero che raggiunge la vetta più alta dell’isola, il vulcano Tere Vaka. Inizia piovere ed iniziamo ad essere stremati dalla fatica; dopo un’ora di salita ci fermiamo per valutare se scendere o meno, ma dalle nuvole fa nuovamente capolino il sole e decidiamo di fare l’ultimo sforzo. La vista si rivela essere magnifica e a 360 gradi, con l’arcobaleno che colora il cielo e i numerosi coni vulcanici ormai spenti da secoli (sono più di 60 in totale) che si ergono verdi intorno a noi. Rimaniamo assorti a contemplare l’orizzonte e le decine di cavalli che corrono sui prati.

Scendiamo che sono le 19.30; non c’è nessuno al parcheggio a cui chiedere un passaggio (l’ultima auto ha svoltato la curva prima che riuscissimo a raggiungerla) ed iniziamo a trascinarci per i 5 km che ci separano dalla città. Fortunatamente un’abitante locale si ferma e ci raccoglie con la sua auto, lasciandoci in centro. La sera vengo invitato da alcuni ragazzi cileni a bere una birra in spiaggia e ci scambiamo i soliti insegnamenti basici di una lingua estera: saluti e parolacce.

Isola di Pasqua: Tere Vaka

Isola di Pasqua: Tere Vaka

Prima metà della giornata dedicata al diving; arriviamo al porticciolo ed il ragazzo ci spiega i comandi fondamentali, come comunicare sott’acqua e come respirare con la bombola. E’ la prima volta per noi, quindi seguiamo attentamente tutto il briefing iniziale. Purtroppo l’oceano è mossissimo e le onde sono alte alcuni metri, quindi non riusciamo ad andare nel luogo dove avrebbero voluto portarci inizialmente in barca, ma ci spostiamo ad Anakena, una spiaggia più tranquilla.

Ci immergiamo nelle tiepide acque ed iniziamo un po’ alla volta a scendere verso il fondale. Abbiamo un istruttore a testa, che ci indirizza come fossimo marionette tenendoci per il giubbino dove è attaccata la bombola. Durante l’immersione vediamo numerosi coralli e diversi pesci tropicali di tutte le forme ed i colori; non incontriamo sulla nostra strada nessuno dei “big one” (squaletti, tartarughe o altro), ma per essere la prima volta ci possiamo accontentare, già così è stata un’esperienza decisamente interessante. Da rifare!

Isola di Pasqua: Diving

Isola di Pasqua: Diving

Torniamo al camping dove troviamo la coppia di Francesi con cui ci siamo accordati la sera prima per noleggiare un’auto e vedere così l’alba il giorno successivo; due empanadas per pranzo e tutti e 4 saltiamo sul Suzuki Jimny. Emanuel e Morgan si fanno lasciare ad Ahu Aviki per salire sul Tere Vaka. Non saranno fortunati.. diluvierà buona parte del tempo.

Noi percorriamo la costa nord dell’isola, fermandoci a tutti i punti indicati sulla mappa; senza guida facciamo fatica a cogliere a pieno l’atmosfera mistica e vediamo principalmente solo delle rocce… una dovrebbe essere LA pietra energetica per eccellenza, ma non ne cogliamo l’essenza, anche perché la custode ci dice qualcosa in spagnolo che non riusciamo a capire. Andiamo quindi ad Anakena per vedere i Moai in spiaggia, che sono sicuramente molto più suggestivi.

Isola di Pasqua: Anakena

Isola di Pasqua: Anakena

Il sole non è ancora tramontato, quindi optiamo per un’anteprima del giorno successivo; completiamo il perimetro dell’isola, osserviamo prima le 15 statue di Ahu Tongariki dalla lontananza e poi facciamo due passi all’interno dell’area di Rano Raraku; l’orario di visita è passato, quindi facciamo solo qualche passo titubanti sul da farsi… scavalcare o non scavalcare!? Nell’incertezza si è messo a piovere e torniamo in campeggio.

Sveglia presto e guidiamo veloci fino ad Ahu Tongariki, il luogo migliore per osservare l’alba. Non siamo gli unici e ne capiamo benissimo la motivazione; il sole si alza dal mare colorando il cielo e passando piano piano in mezzo alle 15 statue disposte ordinatamente sul loro piedistallo. E’ uno spettacolo da pelle d’oca. Rimaniamo in contemplazione per più di un’ora, con la rugiada che piano piano evapora e con alcuni cavalli che nitriscono in lontananza, correndo liberi per l’isola.

Isola di Pasqua: Ahu Tongariki

Isola di Pasqua: Ahu Tongariki

Giunge il momento che aspettavamo con ansia fino dall’approdo sull’Isola di Pasqua: la visita a Ranu Raraku, la cava da cui sono stati ricavati e scolpiti tutti i Moai, per poi essere trasportati da una parte all’altra dell’isola. Rimane ancora un mistero l’effettivo processo produttivo e come sia stato possibile spostare queste statue che pesano tonnellate centinaia di anni fa, ma l’uomo è sempre stato creativo e questa ne è l’ennesima dimostrazione.

Percorriamo lentamente i sentieri che passano in mezzo a questi giganteschi visi scolpiti nel tufo. Le statue sono alte ed imponenti, più di quanto si possa immaginare osservandole in foto o nei documentari televisivi. E’ sicuramente un luogo che va visto e vissuto di persona, almeno una volta nella vita. Vorremmo starci più tempo, in attesa che il sole del pomeriggio illumini a pieno le statue, ma decidiamo di proseguire con il nostro giro.

Isola di Pasqua: Ranu Raraku

Isola di Pasqua: Ranu Raraku

Saliamo prima in vetta al vulcano, dove troviamo altre decine di Moai sparsi per il cratere, e poi percorriamo il lato sud dell’isola. Troviamo altri resti delle statue, ma poche ancora integre o per lo meno in buone condizioni. Ci domandiamo se fosse meglio ricostruire e rimettere in piedi quelle cadute a terra, ma alla fine hanno anche così un loro fascino. Poi a volerla dire tutta, sull’isola ce ne sono più di 800, ricomporle tutte sarebbe un impegno sovraumano.

Torniamo poi ad Anakena per un’ultima breve sosta in spiaggia e ci fermiamo al segnale del km 15, dove dovrebbe esserci un punto magnetico talmente forte che sposta le auto se lasciate in marcia folle. Facciamo qualche tentativo, ma o siamo troppo pesanti o non troviamo il punto corretto… quindi dopo alcuni vani tentativi desistiamo dall’impresa.

Isola di Pasqua: Anakena

Isola di Pasqua: Anakena

Riconsegnamo l’auto e vado in spiaggia prima che faccia buio. Ritrovo i francesi che gentilmente mi prestano una maschera per fare snorkeling e mi immergo nelle acque azzurre dell’Oceano Pacifico. La corrente è fortissima e per rimanere fermo sono costretto a puntare i piedi (fortunatamente ho tenuto le infradito!). Osservo pesci in gran quantità, finché una ragazzina passando di fianco a me su una tavola da surf, non mi indica verso il basso.

Mi immergo nuovamente e finalmente riesco a vedere con i miei occhi uno degli animali marini che ancora mi mancava all’appello nell’essere visto dal vero. Di fianco a me passa una tartaruga marina che mi gira intorno come niente fosse; ci avevo sperato tantissimo in Thailandia e nelle Filippine, ma niente tartarughe… e finalmente ora è comparsa davanti ai miei occhi. Sinuosa e leggiadra in acqua, quanto lenta ed impacciata sulla terra. Dopo alcuni minuti di inseguimento reciproco prende il largo ed io torno sulla spiaggia con aria trionfante e con le braccia al cielo restituisco la maschera ad Emanuel.

Isola di Pasqua: Tartaruga Marina

Isola di Pasqua: Tartaruga Marina

Dopo una notte in contemplazione delle stelle cadenti, ci svegliamo la mattina e aspettiamo che finisca di piovere prima di andare a pranzo con Polina, una ragazza conosciuta tramite Couchsurfing. Noi portiamo favoriamo del buon vino cileno e lei ci delizia con pollo, riso e una sorta di patata dolce tipica del Sud America.

Dopo aver ringraziato ed esserci accomiatati, iniziamo la salita del vulcano Rano Kau. In circa un’ora siamo in vetta, dove scopriamo esserci una strada asfaltata con tanto di parcheggio annesso. Amen… guardiamo il cratere dall’alto e la vista è magnifica. Il cratere è leggermente deformato su un lato, aprendo una vera e propria finestra sull’oceano; inoltre all’interno del cono vi è un lago con tanto di vegetazione a caratterizzarlo; dagli isolani è considerata una serra naturale, che dà vita ad un ecosistema unico.

Isola di Pasqua: Ranu Kao

Isola di Pasqua: Ranu Kao

Ultima tappa il villaggio di Orongo, dove troviamo numerose casette costruite in pietra, tenute abbastanza bene. La caratteristica di questo villaggio è che si animava solamente una volta all’anno, durante le celebrazioni per l’elezione dell’uomo uccello. I giovani della tribù si sfidavano, infatti, in una sorta di triathlon antico che consisteva nel calarsi dalle rocce, nuotare fino agli isolotti vicino a Rapa Nui e trovare il primo uovo deposto da alcuni uccelli migratori che andavano a nidificare.

Chi tornava per primo all’isola con un uovo, diveniva l’uomo “uccello” e, insieme alla famiglia, diventava capo della tribù per un anno. Si dice che la venerazione per questa nuova “religione” abbia portato all’abbattimento di alcuni dei Moai da parte delle tribù stesse, ma non si è ancora a conoscenza delle cause specifiche.

Isola di Pasqua: Kari Kari

Isola di Pasqua: Kari Kari

Per l’ultima sera decidiamo di andare a vedere uno spettacolo tipico di danze polinesiane, chiamato Kari Kari. Si alternano sul palco uomini e donne; i primi con una danza molto “aggressiva” e quasi “spaventosa”, che ricorda i Maori Neozelandesi, mentre le seconde con movimenti leggeri e maliziosi, che incantano il pubblico maschile. Viene coinvolto saltuariamente anche il pubblico e non sono esentato dal proporre le mie scarsissime doti da ballerino.

Dopo essere stato anche l’ultima sera in contemplazione delle stelle (vedendone ben 3 cadenti), sistemiamo i bagagli e ci prepariamo a completare l’attraversamento dell’Oceano Pacifico. Si vola infatti dall’Isola di Pasqua fino a Santiago del Cile, per iniziare l’esplorazione del continente sud-americano!

Isola di Pasqua: Moai di notte

Isola di Pasqua: Moai di notte

Tappa precedente: Polinesia Francese

Tappa successiva: Santiago del Cile

Pagina relativa al Cile: Clicca qui!

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
161 14/03/17 Tahiti => Isola di Pasqua (aereo, Latam, partenza 2.30 arrivo 13.00) Isola di Pasqua
Tramonto ad Ahu Tahai 8
162 15/03/17 Trekking delle 3 cave 6,5 Isola di Pasqua
Ahu Akivi 7,5
Vulcano Tere Vaka

(fare tutto di fila è voluto dire fare 10 ore di trekking… tralascerei le prime 2 cave, a favore solo della terza)

8
163 16/03/17 Diving 7,5 Isola di Pasqua
Visita in auto Lato Nord (Ahu Tau a Ure…). Senza guida.. sostanzialmente sassi! 6
Anakena 8
164 17/03/17 Alba ad Ahu Tongariki 9 Isola di Pasqua
Ranu Raraku 9,5
Visita in auto Lato Sud dell’isola 6,5
Anakena 8
165 18/03/17 Pranzo con Couchsurfer Isola di Pasqua
Ranu Kao 8,5
Orongo 7,5
Spettacolo Kari Kari 6,5
166 19/03/17 Ahu Tahai 8 Santiago del Cile
Isola di Pasqua => Santiago (aereo, Latam, partenza 15.10, arrivo 21.55)

Galleria foto completa:

Autore: Ste

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