Cina – Pechino: La grandezza delle opere umane

Giro del Mondo: 6° Tappa – Pechino

Basta poco per comprendere la sete di grandezza delle dinastie imperiali cinesi, dove tutto quello che visitiamo richiede camminate infinite ed intere giornate.

Pechino percorso

Cina: la nostra visita a Pechino

Durante la tratta Ulan Bator – Pechino, incontriamo finalmente alcuni altri turisti in treno e riusciamo a scambiare qualche parola sulle rispettive esperienze in transiberiana ed in Mongolia. Questo non era stato possibile da Mosca fino ad Ulan Bator, dove abbiamo incontrato esclusivamente russi.

Il treno effettua lunghe soste alla frontiera, dove siamo anche costretti ad effettuare un cambio delle ruote del treno, in quanto lo scartamento, ovvero la distanza tra i binari, in Mongolia ed in Cina è differente. Pensavamo di poter scendere dal treno, ma, invece, siamo costretti a rimanerci dentro mentre questo veniva sollevato e, con anche il vagone ristorante chiuso, siamo costretti a dar fondo alle scorte di schiacciatine portate dall’Italia, improvvisando una cena poco sostanziosa.

Arriviamo alla stazione di Pechino la mattina di venerdi 28/10/16 e confidiamo di procedere come d’abitudine all’arrivo in un nuovo paese: prelevando un po’ di contanti dal Bancomat e procurandoci una scheda SIM locale. Falliamo temporaneamente l’impresa.

La nostra carta di credito non è infatti supportata da tutti gli ATM e le SIM con alcuni Gigabyte di rete dati costano molto più del previsto; posticipiamo quindi l’acquisto della SIM, mentre per il bancomat risolviamo in un centro commerciale. Doccia veloce in albergo e viene ad aspettarci fuori dall’albergo “Zia” Francesca. Una ragazza di Como che vive da alcuni anni in Cina, dando supporto a ragazze orfane.

Pechino - portantina

Cina: Uno dei tanti “motociclisti” di Pechino

Con Francesca andiamo a pranzo in un ristorante cinese lungo la strada, dove ordiniamo ben più del necessario, abituati come eravamo alle porzioni russe. Quello che avanza lo portiamo via in una doggy bag; ci saranno patate per la settimana successiva…

Facciamo due tessere della metropolitana con relative ricariche (a Pechino si va “a consumo” in base alla distanza percorsa) e ci spostiamo in piazza Tienanmen dopo aver effettuato i controlli al metal detector. Rimaniamo stupiti dell’immensità della piazza, ma leggiamo con dispiacere sulla Lonely Planet che il governo cinese non vuole renderla un luogo di “sosta” o “aggregazione”; difatti non vi sono panchine ed è presidiata da guardie in divisa. Inoltre viene chiusa al pubblico una volta che viene ammainata la bandiera al tramonto.

Soldato in Piazza Tiananmen

Cina: Soldato in Piazza Tiananmen

Vaghiamo poi per il “quartiere degli scorpioni fritti”. A poche centinaia di metri di distanza da piazza Tienanmen si trova infatti una via commerciale chiusa al traffico ed in una traversa di questa si alternano bancarelle piene di snack di dubbio gusto. Notiamo con ribrezzo che oltre a tutti gli animaletti possibili/immaginabili fritti pronti da mangiare sugli spiedini, vi sono anche scorpioncini ed altro impalati vivi, pronti ad essere gettati nell’olio bollente per poi essere salati.

Percorriamo la via avanti ed indietro, con ancora in testa l’immagine di scorpioncini, scorpioni giganti, stelle marine, cavallette, cavallucci marini ed altro, quando Cecco decide di fermarsi ad acquistare uno spiedino di scorpioncini per assaggiarlo. Sentirà solo il sapore del sale. Fotografato più volte dai passanti che ne ammirano il coraggio (non da quelli che passavano mangiando scorpioni giganti), decide di lasciar perdere l’assaggio degli ultimi 2 scorpioni sullo stecchino.

Snackfood Street Beijing

Cina: Cecco assaggia uno scorpione fritto

Con Francesca ci accordiamo per partire subito il giorno successivo per la Grande Muraglia e decidiamo di andare insieme a lei, a Cristina e ad una delle ragazze cinesi loro ospiti a Simatai, dove non erano ancora state.

La località scelta è a circa 2 ore di auto da Pechino, ma già dal parcheggio si nota la bellezza di una delle 7 meraviglie del mondo. Ci chiediamo fin da subito come sia stato possibile costruire in un luogo così impervio, probabilmente non il più impervio tra i 6000km che la formavano in passato.

Sotto la muraglia vi è un villaggio tipico ricostruito, dove decidiamo di non entrare. Ci fermiamo a mangiare in un ristorantino della “pasta” cinese, dove vengo preso in giro dalla ragazza cinese che è con noi per come sto cercando di arrotolare gli spaghetti sulle bacchette. Impresa non semplicissima, ma comunque funzionale.

Cina Muraglia Cinese

Cina: Ci incamminiamo sulla muraglia cinese

Fortunatamente c’è ancora posto per salire, nonostante in quella località sia consigliato prenotare con anticipo perché la salita è limitata a 1200 persone al giorno. Il panorama che vediamo dall’alto è eccezionale; benché non sia vero che sia possibile vederla dallo spazio, la muraglia è veramente immensa. Chilometri e chilometri di saliscendi sulle montagne, costruita nell’arco di centinaia di anni a partire da più di 2000 anni fa.

Estasiati, ci dedichiamo a foto e video vari, per poi camminare sulla pavimentazione un po’ dissestata tra le 13 torrette aperte al pubblico in quel tratto. Ancora increduli di cosa abbia potuto costruire l’uomo più di 2000 anni fa scendiamo veloci per non perdere il bus navetta delle 17.00 che ci riporta vicino alla nostra auto, da dove notiamo che la muraglia viene anche illuminata di notte. Indimenticabile.

Muraglia Cinese, meraviglia del mondo

Cina: La Grande Muraglia, una delle 7 Meraviglie del Mondo moderno

Dedichiamo la mattinata della domenica a risolvere alcuni inconvenienti “tecnici”. Durante il viaggio in Russia mi si è rotto lo schermo del computer portatile, mentre a Cecco la chiusura dell’obiettivo della macchina fotografica. Ci facciamo quindi accompagnare dalla nostra amica al “NerdPalace”. Un edificio di 10 piani specializzato in vendita e riparazione di tutto quanto riguarda l’elettronica; vi sono accumulati ovunque computer e pezzi di ricambio, oltre ad un numero infinito di cellulari e componenti vari. Arriviamo che è ormai ora di pranzo e tutti i cinesi stanno mangiando noodles o altre “schiscette” di fronte al proprio negozio. Troviamo un ragazzo a cui chiedere per il mio monitor e dopo alcune chiamate all’amico dell’amico per recuperare il pezzo di ricambio, ci comunica che in 2 ore dovrebbe riuscire a sostituirlo. Idem per la macchina fotografica. Che velocità!

Ci spostiamo poi all’università di Pechino, a poche centinaia di metri di distanza. Un’isola verde con un grande parco ed un lago all’interno di esso, circondata da migliaia di appartamenti per studenti. Francesca ci spiega che la vita da studenti è tutt’altro che facile, data la competitività che sono costretti ad avere tra loro i compagni di classe. Riusciamo finalmente a procurarci una scheda telefonica cinese in un negozio dentro l’università e mangiamo qualcosa, facendoci prestare una tessera della mensa da una ragazza, a cui restituiremo poi i contanti.

16.10.28-2.11 - Pechino-Cina (140)

Cina: Nerd Palace a Pechino

Usciti dall’università, chiamiamo un tuc tuc che, a passo lento e con un gran giro, ci porta verso il Summer Palace per pochi Yuan. In verità non ci porta esattamente dove pensavamo di arrivare, ma ad un porticciolo da dove è possibile prendere una barca che porta all’interno del lago del Palazzo d’Estate (Summer Palace). Per non perdere tempo, decidiamo quindi per l’entrata in grande stile e la barca ci porta lungo il canale circostante le mura per poi lasciarci di fianco ad un ponte di marmo bianco.

Percorriamo alcuni chilometri lungo il lago rimanendo impressionati da quanto sia grande il parco che circonda il palazzo. Rimaniamo fino all’imbrunire chiudendo la visita con la vista della barca di marmo, fatta costruire da un’imperatrice cinese con i soldi raccolti, teoricamente, per una delle imprese militari cinesi.

Prendiamo poi il metrò ed attraversiamo la città in più di un’ora. Pechino è veramente una megalopoli e il governo sta continuando ad allargare l’area metropolitana.

16.10.28-2.11 - Pechino-Cina (158)

Cina: Summer Palace

Il giorno successivo, dopo più di mezz’ora di coda ai controlli di sicurezza e altrettanti in cerca della biglietteria della Città Proibita, facciamo l’amara scoperta che quest’ultima è chiusa perché è lunedì. Di conseguenza, decidiamo di stravolgere il programma che avevamo in mente inizialmente e andiamo al Tempio del Cielo, circondato anche questo da un immenso parco. All’uscita della metropolitana ci dirigiamo a sinistra invece che a destra (a 20 metri di distanza da noi ci sarebbe stata l’entrata ovest) e costeggiamo il lunghissimo muro che ci porta all’ingresso nord dopo 20 minuti a piedi. La giornata non parte, quindi, benissimo, ma recuperiamo in fretta l’entusiasmo, osservando incuriositi i cinesi di tutti le età praticare Tai Chi nel parco o sfidarsi a carte sulle panchine e ammirando il cielo completamente azzurro, vera rarità a Pechino.

Il Tempio del Cielo è stata una delle costruzioni in legno più alte in Cina per un lunghissimo periodo e fa ancora la sua degna figura, nonostante i grattacieli che si scorgono in lontananza, privi del fascino di una costruzione storica. Intorno ad esso vi sono, inoltre, altri monumenti o templi più piccoli che rendono anche questa attrazione un “must” della capitale Cinese.

Pechino, tempio del cielo

Cina: Tempio del Cielo

Successivamente al tempio ci rechiamo al Tempio dei Lama; all’ingresso ci consegnano dei bastoncini di incenso, da bruciare in onore del Buddha. 3 per ogni braciere. I turisti si mescolano ai buddhisti raccolti in preghiera, con questi ultimi incuranti della presenza degli esterni, tanto che una ragazza si è sdraiata a terra davanti a noi per effettuare la preghiera del “sole”, sbattendo la testa sul pavimento più volte.

Terminata la visita con la visione di una statua alta più di 20 metri, usciamo andando dallo chef Cracco cinese (detto Clacco) che ci prepara una sorta di cre^pe croccante con dentro anche delle verdurine triturate. Vediamo alla nostra sinistra uno “Hutong” trasformato in zona commerciale con tanto di Starbucks e torniamo poi a casa. A cena una delle ragazze che ci ospita, ci prepara uno dei piatti tipici cinesi.

Tempio dei Lama

Cina: Tempio dei Lama

Martedi ci riproviamo con la Città Proibita e, dopo un’oretta di coda all’ingresso per i controlli con il metal detector, finalmente riusciamo ad entrare. Prendiamo anche un’audioguida che funziona con un sistema automatico, in base alla posizione in cui ci si trova per sentire qualche nota storica.

La città proibita è propriamente chiamata città: le dimensioni sono notevoli e per visitarla tutta ci sono volute più di 3 ore, tanto che le strutture di contorno le abbiamo viste solo di sfuggita, presi dai morsi della fame. Questo, anche perché le due piazze principali sono veramente imponenti e vi abbiamo trascorso diverso tempo.

Città Proibita

Cina: l’ingresso della Città Proibita

Siamo poi usciti dalla porta nord ed abbiamo pranzato in una via vicina, in un locale chiamato Alley Cafè, perché erano ormai le 3 del pomeriggio. Saliamo, poi, sulla collina di Jingshang Park e da lì ammiriamo il panorama sulla città.

Per concludere la visita dell’area, ci dirigiamo anche nei vicoli che ci portano al Beihai Park, anche questo tanto curato quanto grande. In circa un paio d’ore riusciamo a circumnavigare il lago e dirigerci alla metro. La sera ripaghiamo in parte l’ospitalità delle ragazze, cucinando pasta alla carbonara con gelato e qualche tartina con formaggio ed affettati… fare la spesa in un supermercato cinese, si è rivelato in verità più difficile del previsto, ma ce la siamo cavata, anche con l’acquisto di qualche frutto bizzarro come il Durian.

16.10.28-2.11 - Pechino-Cina (296)

Cina: Tramonto al Beihai Park

Mercoledi penultimo giorno a Pechino e lo dedichiamo principalmente ad alcune commissioni, dopo aver fatto un salto a vedere la zona moderna con il famoso grattacielo “quadrato”; vi sono diversi cantieri aperti, indice che la crescita “verticale” è solo agli inizi. Qui troviamo anche numerosi cinesi in giacca e cravatta e con vestiti più “alla moda”, come ogni area di business che si rispetti.

Dopo aver comprato la rete dati per navigare su internet dal cellulare ed i biglietti del treno per il giorno successivo, torniamo a casa per finire di sistemare il bucato e decidiamo per una cena fuori tutti insieme: noi, Francesca, Cristina e le 2 ragazze cinesi che ospitano.

CCTV Tower, Beijing

Cina: grattacieli a Pechino

Il 3 Novembre diamo quindi l’addio a Pechino, finendo di sistemare i nostri zaini (sfruttando l’abilità accumulata in gioventù nel gioco Tetris per farci stare tutto) e andando alla stazione di Pechino Sud per prendere un treno ad alta velocità che ci porterà a Shanghai.

16.11.3-9 - Shangai, Cina(1)

Cina: Treno da Pechino a Shanghai

Tappa precedente: Ulan Bator

Tappa successiva: Shanghai

Pagina relativa alla Cina: Clicca qui

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
23 28/10/16 TRANS-MONGOLIAN – BEIJING. Arrival at 10:40Piazza Tiananmen, quartiere degli scorpioni fritti Pechino
Piazza Tiananmen 7
Quartiere degli scorpioni fritti (Snackfood Road) 8
24 29/10/16 Muraglia Cinese Simatai 10 Pechino
25 30/10/16 Nerd Palace Pechino
Università di Pechino 7
Summer Palace 8,5
26 31/10/16 Tempio del Cielo 8,5 Pechino
Tempio dei Lama 7,5
 27  01/11/16 Città Proibita 8,5 Pechino
 Jingshan Park  8
Beihai Park 7,5
 28  02/11/16  Quartiere moderno 6,5 Pechino
 29 03/11/16  Pechino – Shanghai, arrivo verso 19.00, partenza 14.00, arrivo 18.48  –  Shanghai

Autore: Ste

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