Cina – Lijiang: Rotolando verso sud; dove il tempo sembra essersi fermato

Giro del Mondo: 10° Tappa – Yunnan: Lijiang, Dali, Kunming

Ci spostiamo a tappe serrate attraverso lo Yunnan, regione distante dalle grandi metropoli e dove troviamo la vera Cina che ci aspettavamo.

Cina: Yunnan, le nostre tappe

Cina: Yunnan, le nostre tappe. Clicca sulla mappa per ingrandire l’immagine in un’altra pagina

Atterriamo in tarda serata a Lijiang, dopo aver lasciato Xian; il bus ci lascia poco fuori la città, quindi prendiamo un Taxi (sarà l’unico che ci porterà a destinazione utilizzando il tassametro) che chiama l’ostello per capire esattamente dove sia e si avvia tra le strade poco illuminate della città.

La proprietaria dell’ostello ci viene incontro per accompagnarci ai nostri “alloggi”… si tratta di un edificio ancora in stile “Naxi” (la popolazione originaria del luogo) dove non troveremo riscaldamento e ben poca acqua calda. Ci siamo solo noi e la famiglia che ci ospita. Dalla seconda notte, utilizziamo doppia coperta per via degli spifferi che arrivano in stanza. Insomma, non il miglior ostello che abbiamo trovato durante il viaggio fino ad ora, ma la gentilezza e la cordialità della proprietaria, hanno supplito alle mancanze della struttura. Anche questa volta ce la siamo cavata, con anche la nonna che ci cucinava riso fritto o dumplings a colazione.

Cina: Lijiang, i canali del centro

Cina: Lijiang, i canali del centro

Con le indicazioni che abbiamo ricevuto per andare ad uno dei “centri storici” vicino a Lijiang, andiamo a prendere il bus numero 3. Questo avrebbe dovuto portarci alla fermata del 17, che passa solo 4 volte al giorno. Siamo in leggero ritardo. Vediamo il 17 che entra da una rotonda e si posiziona davanti al nostro bus; facciamo cenno all’autista che dobbiamo prendere quel bus e lui ci fa un cenno rassicurante… al semaforo successivo si inseriscono 4 auto tra noi. Alla fermata successiva, il 17 riparte prima di noi, scendiamo al volo e corriamo 200 metri cercando di raggiungerlo, ma scompare dietro una curva. Dimentichiamo che abbiamo dormito poco, fatto colazione con riso non eccessivamente digeribile e che siamo a 2400 metri d’altezza.. il respiro si fa un po’ affannoso e ci vuole un po’ per riprendersi dalla corsa.

Invertiamo il programma della giornata e prendiamo il bus numero 6 per Baisha. Arrivati al capolinea scendiamo ed incontriamo un gruppo di Italiani di Genova che stanno facendo un tour ed ammirano la nostra intraprendenza dell’avventurarci in Cina. Il Paese è carino, ma non con tantissimo da offrire, alcuni affreschi storici, 2 templi chiusi per restauro e alcune stradine tipiche costellate da negozianti di souvenir o cibo. Qualche foto “street”, merenda a base di mandarini, e riprendiamo il bus per tornare alla fermata del 17. Il terzo bus della giornata passa alle 14.00.

Cina: Basha

Cina: Basha

Per non sbagliare, arriviamo con larghissimo anticipo e ne approfittiamo per fare il giro del laghetto artificiale che dista qualche decina di metri dalla fermata; sfoggio i miei occhiali blu a specchio per fare qualche foto e 4 ragazzi corrono a fare qualche foto con me su uno dei ponti del lago.

Non è la prima volta che ci chiedono qualche foto o qualche selfie. Ci sentiamo delle celebrità in terra straniera. Sicuramente siamo osservati per via del colore della pelle differente, ma pochi ci guardano con la puzza sotto al naso tipica degli italiani quando guardano gli stranieri.

Cina: Lijiang

Cina: Lijiang, fotografati

Arriviamo con il bus allo Yu Hu Village; piccolo paesino alle pendici di una delle montagne più famose della zona, il Jade Dragon Peak, meta di escursionisti e di tour più organizzati del nostro. Il Paesino è ancora autentico e si vedono solo pochi turisti (quasi tutti Cinesi) oltre a noi; pranziamo con cracker e salamino e poi esploriamo le viette senza una via precisa. La montagna sopra di noi si erge imponente nel cielo dall’alto dei suoi 5.500 metri.

Usciamo dal “centro” del Paese e ci avviamo per strade di campagna senza una precisa meta, tenendo comunque controllata la nostra posizione sul GPS del telefono. Sembra esserci un’attrazione turistica a pochi km di distanza e decidiamo di andare verso quella direzione, passando dai sentieri tra i campi.

Cina: Lijiang, Yu Hu VIllage

Cina: Lijiang, Yu Hu Village

Tra alberi e cespugli, vediamo comparire un tempio e qualche statua di divinità. Solo siamo dal lato posteriore di quello che sembra essere un parco. La rete è comunque bassa e facilmente superabile; dopo qualche minuto di incertezza, decidiamo di scavalcare e di entrare. Mi sono sentito come quando da piccolo andavamo a giocare a golf con mio nonno, entrando di straforo dal bosco e giocando solo le ultime 4 buche perché erano lontane dall’ingresso principale.

Siamo gli unici nel parco, se non per qualche inserviente ed alcuni monaci o pseudo tali. Cerchiamo di passare dietro a dove sono seduti silenziosi come ninjia, ma tempo zero ci vedono e ci salutano. A quel punto, facciamo anche una foto con il monaco.

Il parco non sembra molto autentico, ma è molto bello ed offre degli scorci molto interessanti. Lo visitiamo comunque in fretta prima che qualcuno ci faccia domande o voglia controllare il biglietto. Alla cassa ci guardano straniti quando sfiliamo davanti in cerca dell’uscita, ma alla fine nessuno si è preoccupato eccessivamente di noi. Torniamo al villaggio e prendiamo il bus che ci riporta a Lijiang.

Cina: Lijiang, Dongba Garden

Cina: Lijiang, Dongba Garden

E’ quasi ora di cena, quindi decidiamo di fermarci in città senza passare dall’ostello. Vaghiamo come al solito in cerca di un ristorante non troppo pretenzioso, ma neanche pessimo e ci rifugiamo come al solito in riso e carne.

Attraversiamo poi il popolatissimo centro di Lijiang; dalla mappa sembrava grande, ma è effettivamente grandissimo e tutto edificato con architettura tipica cinese; tutte le case/negozi sono molto vicini tra di loro e con il tetto a punta. Le strade sono affiancate da canali d’acqua, con salici piangenti che li costeggiano rendendoli ancora più affascinanti (almeno finchè il negoziante di turno non attinge all’acqua con il secchio per lavar la strada, facendoci finire dentro di tutto).

Perdiamo un po’ di tempo in una delle 2 piazze principali, dove troviamo due mulini che roteano vorticosamente e poi ci avviamo a passo lento verso il nostro ostello, attraversando il centro per un paio di chilometri. C’è una strada piena di locali per la sera, affollati di cinesi che bevono e ballano. Ce la appuntiamo per la sera successiva.

Cina: Lijiang

Cina: Lijiang

Con il pullman andiamo poco a nord della città, dove si trova il Black Dragon Pool Park. Il parco è un insieme di giardini, templi e laghetti tenuti molto bene, dove gli abitanti di Lijiang si ritrovano per passare alcuni momenti di tranquillità poco distanti dal centro più caotico. Vi è un angolo con gli attrezzi per fare palestra e non è raro vedere alcune persone praticare il Tai Chi.

Alcuni scorci sono davvero suggestivi ed una foto con il monte “Dragon Jade Peak” sullo sfondo è d’obbligo per chiunque visiti la città di Lijiang. Ci soffermiamo in particolare su uno dei ponti che attraversa il lago da parte a parte. Sembra veramente di essere in un luogo incantato.

Cina: Lijiang, Black Dragon Pool Park

Cina: Lijiang, Black Dragon Pool Park

Dedichiamo poi il pomeriggio ad un giro più ampio della città vecchia. Nonostante vi siano numerosi cartelli riportanti la mappa del centro, è quasi impossibile non perdersi tra i vicoletti della città. Le case sono costruite l’una accanto all’altra e la maggior parte di esse è adibita a negozietto, dal quale fuoriescono colori ed odori tutti differenti tra di loro.

Probabilmente sono in fase di restauro le tubature, difatti moltissime stradine sono scavate e con i tubi a vista. Vi sono però delle tavole di legno che le ricoprono e, benché non completamente in sicurezza, si riesce comunque a passare. Un gradino alla volta saliamo fino in cima alla collinetta, per godere del panorama costituito da centinaia di tetti tipici cinesi.

Cina: Lijiang, vista panoramica dei tetti

Cina: Lijiang, vista panoramica dei tetti

Rientriamo poi in ostello e la proprietaria ci consente di fare la doccia in un’altra stanza per avere l’acqua più calda. L’avvisiamo che il giorno seguente avremmo dovuto svegliarci molto presto e concordiamo di “scambiare” la colazione che avevamo già pagato per il giorno successivo, con una cena a base di dumplings di verdure e carne. La “nonna” si mette ai fornelli e verso le 21.30 ceniamo.

Concludiamo poi la serata girando in un locale del centro (pieno di bar/club, anche costosi) a bere una birra, dove comunichiamo con il “buttadentro” tramite il traduttore che ha sul cellulare. Prima assistiamo alla fase finale di uno spettacolo di Kung Fu, poi il cameriere ci fa spostare nel locale di fianco dove si balla su una pedana molleggiata. Considerata la sveglia presto, decidiamo però di rientrare poco dopo mezzanotte.

Cina: Lijiang, scala di colori

Cina: Lijiang, scala di colori

La mattina successiva iniziano le tappe di passaggio, prima di spostarsi del tutto a Guilin. Prendiamo il treno che da Lijiang ci porta a Dali e poi dalla stazione prendiamo il bus numero 8 che ci porta in centro città. Scendiamo un po’ troppo presto ed invece di arrivare a poche decine di metri dall’ostello, ci facciamo circa 1km a piedi… in più, non troviamo l’ostello e siamo costretti ad entrare in un altro alloggio per chiedere dove sia il nostro. Alla fine del nostro vagare riusciamo a prendere la stanza ed è molto carina. In più ha la doccia calda… cosa di cui iniziavamo a sentire la mancanza!

Disfatti i bagagli, ci incamminiamo verso il centro. Ci fermiamo al solito baracchino a mangiare un boccone e poi andiamo sulla via pedonale; si iniziano a intravedere molti visi di turisti occidentali. Effettivamente la Lonely menziona la città di Dali come meta ideale per amanti delle escursioni in montagna o comunque di relax dopo aver girato la Cina.

Ci imbattiamo anche in una Chiesa Cattolica, costruita con architettura cinese. Appena fuori dalla Chiesa, troviamo una ragazza tibetana che ci racconta brevemente la storia e come sia stata voluta fortissimamente la Chiesa da alcuni missionari francesi.

Cina: Dali, Chiesa Cattolica

Cina: Dali, Chiesa Cattolica

Finiamo la passeggiata in centro, facendoci anche prendere in giro da un gelataio turco che ha fatto un po’ di trucchetti intanto che dava il (non buonissimo) gelato a Cecco, e prendiamo poi un taxi fino al complesso delle 3 pagode.

Ammiriamo le pagode solo da lontano; il biglietto d’ingresso è di ben 121 Yuan e sono quasi le 5 di pomeriggio. Avrebbe poco senso entrare considerato che avremmo solo un’ora scarsa a disposizione per la visita. Inoltre, ci è stato detto che non è possibile salire sulle Pagode, ma solo vederle dall’esterno. Ci fermiamo quindi nel piazzale davanti all’ingresso, a sperimentare qualche foto con il sole che si sta abbassando sulle montagne.

Cina: Le tre Pagode di Dali

Cina: Le tre Pagode di Dali

Rientriamo in ostello e usciamo per cena; ci fermiamo in un “ristorante” che è una sorta di “All You Can Eat”, dove si possono prendere verdure e carne e grigliarsele in autonomia. L’unico dettaglio è che la griglia è sul marciapiede davanti al negozio. Non ci facciamo comunque intimorire e socializziamo con dei ragazzi che stanno grigliando di fianco a noi. Appena tiriamo fuori la macchina fotografica, si uniscono subito a noi per fare la foto di gruppo di rito.

La griglia non scalda tantissimo, quindi ci mettiamo più di un’ora a mangiare. Decidiamo comunque di fare una passeggiata digestiva sulle vie del centro, ma ormai la città si sta svuotando, anche per via del clima che si sta raffreddando. Alla fine rientriamo anche noi.

Cina: Dali

Cina: Dali

Di nuovo sveglia presto e dopo circa un’oretta in bus, dove osserviamo incuriositi i passeggeri (muratori, contadini con tanto di gerle, signore anziane di ritorno dai campi…), arriviamo in stazione. Cecco s’invola alla ricerca di qualcosa per il pranzo, mentre io mi dedico ai biglietti del treno. Il treno veloce è pieno, quindi siamo costretti a prendere il treno che ci impiega 7 ore ad arrivare a Kunming (ce ne metterà poi 8).

Non abbiamo altra scelta, quindi saliamo sul treno, prendendo posto insieme ad altri 7 passeggeri nella nostra cuccetta. Ne approfitto per leggere tutto d’un fiato il libro di Fabio Volo “Un Posto nel Mondo”. Bello.

Arriviamo che è già tardi a Kunming; facciamo un po’ fatica ad intenderci con i ragazzi alla reception in merito a come avremmo fatto ad andare in aeroporto il giorno seguente (saremmo dovuti arrivare in aeroporto alle 5.50) e alla fine decidiamo di controllare su internet. Troviamo uno shuttle bus che parte dall’albergo di fianco al nostro.

Prendiamo poi un taxi e ci facciamo portare in un’altra zona della città per cenare; l’area è in verità piena di discoteche, quindi optiamo per prendere qualcosa a KFC. La voglia di ballare non c’è, quindi torniamo un po’ alla volta verso l’albergo, fermandoci solo una volta in piazza ad osservare incuriositi alcuni cinesi ballare e suonare indossando vestiti tradizionali.

La mattina seguente prendiamo l’aereo per l’ultima tappa in Cina: Guilin.

Un Posto Nel Mondo

Fabio Volo: Un posto nel Mondo

Tappa precedente: Xi’An

Tappa successiva: Guilin

Pagina relativa alla Cina: Clicca qui

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
42 16/11/16 Trasferimento da Xian a Lijiang (aereo), partenza 18.45, arrivo 21.20 Lijiang
43 17/11/16 Baisha 6 Lijiang
YuHu Village 6,5
Dongba Garden (benchè sia un po’ finto..) 7,5
Sera a Lijiang Old Town 8
 44  18/11/16 Black Dragon Pool Park 7,5  Lijiang
Lijiang Old Town 8
Serata a Lijiang Old Town, nella via dei locali
45 19/11/16 Trasferimento Lijiang – Dali (treno). Partenza 9.20, arrivo 11.30 Dali
Dali Old Town 7
Chiesa Cattolica 7
Tre Pagode (senza voto, non ci siamo entrati perchè era tardi)
46 20/11/16 Trasferimento Dali – Kunming (treno), partenza 10.20, arrivo 17.23) Kunming
Night Market/Zona Discoteche
Piazza con i balletti
47 21/11/16 Trasferimento Kunming – Guilin (aereo), partenza 7.50, Arrivo 9:10) Guilin

Galleria foto completa:

Autore: Ste

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