Filippine – Palawan, Puerto Princesa, El Nido, San Vicente: dal fiume sotterraneo alle acque cristalline

Giro del Mondo: 24° Tappa – Isola di Palawan

Non ci perdiamo una delle 7 meraviglie del mondo naturale e rimaniamo meravigliati dalla bellezza del mare filippino.

Filippine: Le Nostre Tappe A Palawan

Filippine: Le Nostre Tappe A Palawan

Neanche il tempo di atterrare in aeroporto, che siamo già su un moto-triciclo che ci porta alla Pensione dove alloggeremo; da qui alla fine della permanenza sull’isola, la doccia calda sarà ovviamente un miraggio. Sistemati i bagagli, ci da un passaggio in “centro” il figlio della proprietaria. Pranzo veloce e ci incamminiamo su una delle poche vie che attraversano Puerto Princesa.

Come ci aspettavamo, la cittadina ha un po’ poco da offrire ed è da considerarsi solo una tappa di passaggio verso altre mete; ci gustiamo comunque qualche momento di relax sulla Baywalk e poi usciamo a cena con una ragazza del posto conosciuta per caso. Apprezzabile il suo inglese, ma non è mai uscita dalle Filippine e non è molto loquace. Non una delle serate più brillanti. Il giorno successivo il meteo non ci è stato favorevole e siamo usciti solo a pomeriggio inoltrato.

Filippine: Bus

Filippine: Bus

Sveglia all’alba e ci passa a prendere un minivan per andare a vedere l’Underground River, una delle 7 meraviglie del mondo naturali. Il tour l’avevo prenotato in precedenza sul sito http://www.palawantopstar-travel.com/  che avevo trovato su un altro travel blog. Il prezzo è stato di 1400 pesos, mentre solitamente è di 1500 (contrattabile a 1300 esclusi però Environmental Fee ed altre spese minori).

In circa un’ora arriviamo a Sabang, dopo una sosta panoramica ad un baretto. Ci troviamo in un piazzale contornato da numerosi negozietti che offrono di tutto di più e ci rinfreschiamo con il solito Mango Shake. Intanto la guida si occupa di procurarci i biglietti e ci organizza sulle diverse barche per raggiungere l’imbocco del fiume; con noi c’è un ragazzo di Milano, Andrea, e delle ragazze olandesi.

Filippine: Underground River

Filippine: Underground River

Dopo una traversata di una ventina di minuti su un catamarano, ci fanno scendere su una spiaggia e da lì andiamo a piedi verso la caverna. Nuovamente in barca, questa volta a remi, ed iniziamo a percorrere silenziosi il fiume sotterraneo con solo la voce dell’audioguida ad accompagnarci. Si tratta di una località molto particolare e mi sento di dire che potrebbe piacere o non piacere affatto.

L’unica luce che vediamo è quella del ragazzo che rema, che ha in testa una torcia elettrica e tramite giochi d’ombre ci segnala le stalattiti/stalagmiti citate dall’audioguida. Per rendere il tutto meno “noioso”, hanno dato dei nomi alle rocce come “Titanic”, “Fungo di Super Mario” e altro. Sulla nostra testa, migliaia di pipistrelli appesi al soffitto. La grotta è effettivamente enorme e nei 45 minuti del tour, percorriamo solo 1,5km degli 8 complessivi. A me personalmente è piaciuta molto, ma chi preferisce vedere caverne illuminate con colori fantasiosi e rese molto più “artificiali”, senza pensare a preservarle in modo autentico, potrebbe rimanere insoddisfatto.

Filippine: Underground River

Filippine: Underground River

Finisce il tour e facciamo il percorso a ritroso, dopo aver fatto alcune foto ai varani (Monitor Lizard) che erano nei paraggi. Pranzo a buffet e il pullmino riparte, depositandoci ad un incrocio dopo circa mezz’ora di viaggio. Dopo un’altra mezz’ora, passa un nuovo mini-van, che ci porta in 5 ore a El Nido, comprensive di una sosta breve ed una sosta per il pranzo.

Filippine: Underground River, Monitor Lizard

Filippine: Underground River, Monitor Lizard

El Nido: un villaggio che pensavamo lontano da tutto e dimenticato dal turismo di massa… che invece si è rivelato tutto il contrario. Infrastrutture non eccezionali (dove siamo stati noi, come al solito niente acqua calda, aria condizionata e altre comodità), ma turisti da tutto il mondo. Abbiamo incontrato anche numerosi Italiani, che non avremmo mai pensato di trovare da queste parti.

Ogni 5 metri c’è un’agenzia o qualcuno che propone i 4 tour disponibili con partenza dal villaggio e alla fine ci fermiamo in una prendendo accordi per partecipare al “Tour A” il giorno successivo, contrattando 1200 pesos incluso il National Environmental Fee. Stanchi dal lungo viaggio in van tra le colline di Palawan, ci concediamo una pizza all’Altrov’è, un ristorante molto apprezzato sia dai locali che dai turisti considerata la fila che c’era fuori.

Filippine: El Nido

Filippine: El Nido

Alle 9 ci presentiamo puntuali all’imbarcadero; moto-triciclo fino al Paese di fianco e saliamo su un catamarano da circa una ventina di persone. Di fianco a noi ci sono Christian e Karin, da Venezia, che sono nelle Filippine un mese per fare surf. La barca prende il largo e ci spostiamo su una spiaggia per un po’ di relax; dopodiché andiamo in uno dei posti più belli e particolari di tutto il tour, la Small Lagoon.

L’ingresso è solo a nuoto o in kayak, perché l’apertura tra le rocce è molto stretta. Ci troviamo in un “laghetto” di dimensioni contenute, circondato da pareti di roccia che svettano imperiose sopra le nostre teste. Le rocce sono affilatissime ed è impossibile provare ad arrampicarcisi senza un minimo di attrezzatura o almeno le scarpe. Bellissimo.

Filippine: El Nido

Filippine: El Nido, small Lagoon

Pranziamo in spiaggia con quanto preparato dall’equipaggio della barca (ci sono anche venditori di cocco o bibite che si affiancano alla nostra barca per provare a vendere qualcosa) e poi ci spostiamo per lo snorkeling. L’acqua è azzurra e trasparente e vale assolutamente la pena immergersi. Sul fondo vediamo diverse stelle marine e Christian ha anche la fortuna di trovarsi davanti una tartaruga di mare.

L’ultima tappa è alla Big Lagoon; in questa riusciamo ad entrare con il catamarano, benché il fondale sia molto basso, quindi a metà siamo costretti a scendere e “spingere”. E’ pur sempre un’esperienza divertente anche quella! Nuove immersioni, non riuscendo però a vedere lo squalo che pare frequenti abitualmente la laguna, e poi torniamo verso El Nido.

Filippine: El Nido

Filippine: El Nido

Veniamo però lasciati a Coron Coron e da lì prendiamo un moto-triciclo per farci portare a Las Cabanas, una spiaggia da dove si può ammirare il tramonto. Il cielo non è completamente limpido, ma appena il sole scende sotto la linea dell’orizzonte, assume sfumature rosa, rosse ed arancioni. Aspettiamo che inizi a fare buio e poi torniamo ad El Nido.

Chiediamo al nostro “autista” cosa fare la sera e suggerisce il Pukka Bar, ma alla fine il pisolino post cena diventa un pisolone e ci si rivede la mattina successiva.

Nuovo giorno, nuova avventura. Archiviato il primo tour, decidiamo di prenderci una giornata in libertà e noleggiamo una moto. Moto che dopo 10km ha una foratura alla ruota posteriore, quindi incrociamo un moto-triciclo (casualmente quello che ci ha riportato a casa la sera precedente) e torno dal noleggiatore. Insieme a lui torno dove c’è Cecco ad aspettarci in panne, cambio moto e trasferimento benzina e riprendiamo la nostra strada verso Nacpan Beach.

Filippine: Nacpan Beach

Filippine: Nacpan Beach

Circa 50 minuti tra strade asfaltate, non asfaltate, sterrati dissestati e parcheggiamo. Davanti a noi si presenta una spiaggia infinita e ci godiamo la giornata in relax. Prima che faccia buio, ci spostiamo a Catclan Beach e aspettiamo il tramonto prima di tornare sui nostri passi. Chiudiamo la serata al Pukka Bar con una Red Horse, la birra Filippina per eccellenza.

Ultimo giorno a El Nido e optiamo per partecipare anche al tour C, l’altro che avevo trovato super consigliato. Gruppo principalmente italiano, con ben 4 marchigiani, un ragazzo che ora vive a Sydney ed una ragazza che vive ad Hong Kong. Incroceremo nuovamente le nostre strade? Chissà!

Prima tappa in spiaggia, come sempre bianca, pulita e lunghissima. Ci spostiamo poi ad Hidden Beach, chiusa dal mare aperto da alcuni scogli altissimi e impervi; la raggiungiamo a piedi e ci dicono essere una delle location dove è stato girato il reality Survivor Israeliano. Forse Gil, che avevamo conosciuto a Manila, è passato da queste parti.

Filippine: El Nido

Filippine: El Nido

Il tour prosegue e prima mangiamo su Star Island e poi ci spostiamo a fare snorkeling. Niente tartarughe per noi neanche stavolta, ma lo stacco tra barriera corallina e mare aperto è veramente impressionante. Sembra il famoso “grande Blu” di cui si parlava nel film “Alla Ricerca di Nemo”.

Per chiudere la giornata, andiamo a Secret Beach, un angolo di spiaggia raggiungibile esclusivamente da una piccolissima apertura tra le rocce; è meraviglioso come la natura possa creare delle vere e proprie opere d’arte.

Filippine: El Nido

Filippine: El Nido

Giorno di trasferimento (per nostra fortuna: piove) e con moto-triciclo, van fino ad un incrocio nel nulla, nuovamente moto-triciclo, arriviamo a San Vicente, Long Beach. Il nome riflette la realtà; la spiaggia si distende per 14Km ed è la seconda più lunga in Asia. Sembra quasi scomparire all’orizzonte.

Abbiamo prenotato alla Turublien Inn e sarà un alloggio abbastanza pittoresco; l’area comune, il “ristorante” e i tavoli per la sera sono in spiaggia a pochi metri dal mare, mentre le stanze da letto sono separate da un fiume che bisogna attraversare di volta in volta in barca. Il “boss” è Alex, un filippino simpatico e molto disponibile. Nei giorni successivi socializzeremo con tutti gli altri ospiti perché per chilometri non c’è altro; la “solitudine” crea aggregazione.

Filippine: Long Beach Turublien Inn

Filippine: Long Beach Turublien Inn

Secondo giorno a Long Beach e decidiamo di fare una passeggiata fino a San Vicente, il Paese vicino. Camminiamo un paio di km sulla spiaggia e guadiamo il fiume tenendo zaino e maglietta ben in alto. Pranziamo in piazzetta e ci facciamo portare l’halo-halo, il dolce tipico, costituito da un po’ di tutto; frutta, gelato, gelatina e altro; Cecco lascia il tutto a metà, io finisco diligentemente. Ogni cucchiaiata una sorpresa. Torniamo poi sui nostri passi e Cecco si ferma a farsi tagliare i capelli da un parrucchiere sulla strada; io torno da una strada diversa da quella dell’andata e alla fine faccio autostop e mi faccio portare in motorino a destinazione. La strada asfaltata che girava intorno alla foresta di mangrovie era molto più lunga di quanto prevedessi. Rivedo Cecco verso le 18.00. Lui le mangrovie ha provato ad attraversarle a piedi… con scarso successo.

Ceniamo e dopo aver lottato con il wifi decisamente instabile, la sera ci sediamo al tavolo con gli altri ragazzi; vi sono 2 tedesche che non spiaccicano una parola, 1 francese, 1 australiano e 1 ragazza francese che attualmente vive in Australia lavorando nelle farm (guadagnando 2000 dollari australiani al mese!). Rob, l’Australiano ha molto alcol in corpo ed inizia con noi una lunga disquisizione sull’esistenza di una coscienza collettiva insita nella mente di ogni individuo sulla terra. Quando finalmente tutti si renderanno conto di questo “sentimento” che ci unisce, la Terra sarà un mondo migliore e più felice. Lunghi confronti in merito (anche perché lui è la prima volta che esce dall’Australia per scontrarsi con una realtà differente dalla sua) e il tutto finisce quando dopo l’ennesima birra deve andare in bagno. Non lo rivedremo fino al giorno successivo.

Filippine: San Vicente

Filippine: San Vicente

Torniamo ai computer per sfruttare l’unico momento in cui funziona la connessione, da mezzanotte a mezzanotte e mezza e a breve si uniscono a noi una coppia formata da un ragazzo Norvegese ed una ragazza Ucraina. Appena vengono a conoscenza del Giro del Mondo, ci ricoprono di domande e si fanno le 2 di notte. Svegliamo il barcarolo e ci facciamo trasportare dall’altra parte per andare in stanza.

Anche il terzo giorno scorre tranquillo; insegno “Cambio”, il gioco di carte che ci avevano insegnato a Manila, al ragazzo Francese e al Norvegese e trascorriamo così un’oretta, prima di andare a fare il bagno nel mare. Continuo a leggere “Il Grande Gatsby” sull’amaca e concordo con Cecco per passare anche l’ultima notte a Palawan nello stesso posto. Unico dettaglio, non ci sono più stanze disponibili, quindi Alex ci offre di dormire in una delle capanne sulla spiaggia. Accettiamo.

Filippine: Long Beach Turublien Inn

Filippine: Long Beach Turublien Inn

Alla sera facciamo due tiri a beach volley con altri ragazzi e per cena mangiamo come sempre riso e pollo. Rivediamo il ragazzo australiano (che si scusa per averci soffocato di parole la sera precedente… ma non c’era nessun bisogno di scusarsi!) e socializziamo con un po’ di francesi arrivati in giornata. Alla fine tra una cosa e l’altra, si fanno le 4 di notte.

Ultimo giorno e andiamo in “missione” di solidarietà; una delle ragazze filippine che gestiscono il nostro alloggio è molto attiva in campo sociale e ci chiede la disponibilità per andare in una scuola elementare del paese a portare del materiale scolastico e delle caramelle. Accettiamo senza indugi, per vivere dal vero la realtà locale. Siamo un gruppo ben assortito con diverse rappresentanze da tutto il globo; Italiani, Francesi, Canadesi, Norvegesi e Australiani. L’idea è anche di far capire ai bambini quanto possa essere importante imparare l’inglese per comunicare con i turisti; una delle fonti di sostentamento principale dell’area.

Filippine: San Vicente School

Filippine: San Vicente School

Ci carichiamo le scatole in spalla e raggiungiamo a piedi la scuola; visitiamo ben 5 classi di bambini più o meno della stessa età. Il tasso di natalità è ben diverso da quello che abbiamo nei Paesi “Occidentali”. Tutti ci accolgono con un po’ di timore reverenziale e solo i più “coraggiosi” si offrono di ripetere a memoria alcune poesie locali. Più facile, invece, vedere tutta la classe coinvolta in canto e balletto. Ci presentano l’inno nazionale e un’altra canzone, di cui l’unica cosa che capiamo è “banana, banana”.

Nell’ultima classe per rompere il ghiaccio decidiamo di insegnare “Buongiorno” nelle varie lingue e c’è una divertente interazione, con anche numerose “battute di 5” con le mani. Il vero divertimento è però appena usciamo dalla classe, con alcuni bimbi sulla porta e anche altri che sono accorsi dalle altre sezioni. Gonfio il Pallamondo e lo lancio in mezzo ai ragazzi. Temo molto per la sua incolumità, perché viene preso d’assalto da tutti ed è rimbalzato da un bimbo all’altro. Chiudiamo la visita con grandi sorrisi da parte di tutti.

Poco dopo mezzogiorno arriva il van a prenderci e ci facciamo portare all’aeroporto di Puerto Princesa che raggiungiamo in circa 4 ore. Paghiamo l’ennesima Terminal Fee (200 pesos) e ci imbarchiamo per l’ultima tappa nelle Filippine; l’isola di Cebu.

Filippine: San Vicente School

Filippine: San Vicente School

Tappa precedente: Manila

Tappa successiva: Isola di Cebu

Pagina relativa alle Filippine: Clicca qui

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
97 10/01/17 Manila => Puerto Princesa (aereo, Cebu Airlines, partenza 11.50, arrivo 13.10) Puerto Princesa
Giro in centro a Puerto Princesa 6
98 11/01/17 Pioggia… sostanzialmente nerding in albergo e giro in centro verso metà pomeriggio Puerto Princesa
99 12/01/17 Underground River Tour 8,5 El Nido
Direttamente Puerto Princesa => El Nido (minivan, Caramih, partenza 14.00, arrivo 18.45)
100 13/01/17 El Nido: Tour A 9 El Nido
101 14/01/17 El Nido: Nacpan Beach (con ruota forata) 7,5 El Nido
Calitang Beach 7,5
Pukka Bar
102 15/01/17 El Nido: Tour C 8,5 El Nido
103 16/01/17 El Nido => San Vicente (bus, partenza 11.00, arrivo 13.30 alla junction, 14.30 a San Vicente in Tricycle) Long Beach Turublien Inn, San Vicente
Long Beach 8
104 17/01/17 Passeggiata fino San Vicente 6,5 Long Beach Turublien Inn, San Vicente
Ritorno dal lungomare per me, dalle Mangrovie per Cecco
105 18/01/17 Long Beach 8 Long Beach Turublien Inn, San Vicente (sotto le stelle)
106 19/01/17 Visita scuola San Vicente Cebu con Couchsurfing
San Vicente => Puerto Princesa gminivan, 12.00 – 16.00).
Puerto Princesa => Cebu (aereo, Cebu Pacific, partenza 18.05 arrivo 19.20)

Galleria foto completa:

Autore: Ste

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