Isla del Sol, Bolivia: un’oasi di pace dove splende sempre il sole…

Arrivavamo da La Paz, capitale del caos, che significa diverse cose: clacson impazziti, semafori (quei pochi) ignorati completamente quindi una gran confusione di auto e altri mezzi che non si scontrano per manciate di secondi, voci altissime di venditori e venditrici di qualsiasi cosa che si mischiano fra loro… In una realtà di questo tipo eravamo rimasti immersi per circa quattro giorni e dirigerci verso il lago Titicaca ci sembrava il piacevole miraggio di un po’ di tranquillità. Arrivati a Copacabana cerchiamo subito un posto sicuro per i nostri zaini, quelli più grandi, perchè ci hanno consigliato di recarci sull’Isla del Sol solo con lo stretto indispensabile. Compriamo già i biglietti per Puno per il giorno successivo e la vecchina gentile dell’agenzia ci dice che possiamo approfittare del “sotto” della sua scrivania. Non ci resta che prendere la barchetta per l’isola!
In un’ora e mezza circa sbarchiamo nella parte meridionale di quella che diventerà per noi una parentesi felice di circa 24 ore di pace e relax: l’impressione è di aver fatto un salto indietro nel tempo. A parte il fatto che la spiaggia è una sottile lingua di terra per il lungo, notiamo subito che l’isola si sviluppa in altezza e che…sull’altura non esistono strade. Per lo meno non quelle asfaltate per auto o per qualsiasi mezzo di trasporto che non siano degli asinelli o le proprie gambe. La natura è prepotente, si impone alla vista con tutto il verde delle piante, i colori dei fiori ed il profumo di campagna, ed anche il sole le dà manforte sovrastandoci spavaldo. Sulla spiaggia c’è un gran viavai di gente che arriva e che se ne va in barca e di gente del luogo che si avvicina a chi arriva per accertarsi che venga pagata la minima tassa di soggiorno.

17.05.27-28- Isla Del Sol, Titikaka, Bolivia(29)

Il lago Titicaca con i suoi 3800 metri circa è il lago navigabile più alto del mondo e qui sull’Isla del Sol ce n’è per tutti i gusti: natura, storia e usanze locali ci riportano immediatamente al tempo in cui è nata la civiltà Inca (anche se ovviamente questo evento non può sicuramente essere circoscritto solo a questo posto). Inutile dire che per gli abitanti dell’isola, la più grande del lago Titicaca, il lago stesso è sacro e va venerato in quanto culla del loro popolo in antichità e in quanto ad oggi generoso nel regalare sempre del buon pesce ed un ambiente favorevole alle coltivazioni. Di fronte a quella del Sole, c’è l’isola della Luna, che la tradizione vuole pacificamente contrapposta alla sua “gemella” (il contrasto è fra Sole e Luna, uomo e donna, giorno e notte, bianco e nero…i significati simbolici potrebbero essere infiniti).

17.05.27-28- Isla Del Sol, Titikaka, Bolivia(15)

Il nostro ostello, ovviamente, è L’ULTIMO in cima alla collina e ci vogliono circa una quarantina di minuti di salita per raggiungerlo: zaino in spalla e fiato spezzato dagli scalini scoscesi, ci mettiamo in cammino. Non pensiamo neanche per un attimo agli asinelli di cui ad ogni curva potenzialmente potremmo approfittare, e facciamo bene. Arriviamo in cima stanchi ma soddisfatti, perchè durante la salita ci possiamo più volte fermare ad ammirare il panorama e davvero ne vale la pena e la fatica. Quasi fatichiamo a capire quale sia l’ostello, più che altro perchè non assomiglia ad un ostello. E’ più un grande casolare di campagna a due piani con un lama e degli asinelli in un recinto in giardino. Da una porta al piano superiore esce una ragazzina boliviana sui 16 anni vestita da “bella contadinella” che sta dando delle indicazioni ad un’altra ospite per raggiungere un certo punto dell’isola e subito capisce che siamo “quelli della prenotazione”: ci mostra la nostra stanza, che si rivela subito molto accogliente e con una bella vista sul lago dall’alto della collina.
Scegliamo di riposare solo un po’ e di uscire poi subito per vedere il tramonto, perchè c’è un posto sulla collina che se è possibile è ancora più in alto del nostro ostello e che volge proprio verso la direzione in cui il sole va a dormire. Sta scendendo la sera e fa freddo: è facilissimo immaginare che qui si segua proprio il ritmo del sole per condurre la propria vita. In fondo, non ci sono lampioni e luce artificiale fuori dalle case. Se io e Cecco fossimo due contadinelli boliviani saremmo sicuramente molto bravi a orientarci con le stelle o guardando la Croce del Sud, che in questo emisfero è il punto di riferimento nel cielo per eccellenza. Ma invece siamo due viaggiatori italiani e di ritorno dalla nostra passeggiata siamo costretti ad usare la torcia del cellulare per capirci qualcosa.
Qui l’inverno è alle porte, eppure finchè c’è stata luce il sole ha riscaldato i muri delle case e le strade polverose, perchè è questo che si dice di quest’isola: che il suo nome sia dato dal fatto che si possa contare sempre sul Sole durante la giornata, in qualsiasi stagione. E’ evidente che gli abitanti di quest’isola conducano una vita fatta di piccole cose e di una quotidianità di lavoro e fatica: le donne sono contadine e artigiane, lavorano la lana di alpaca trasformandola in bellissimi e caldi maglioni e cappellini colorati, mentre gli uomini lavorano la terra e fanno i pastori.
Consumiamo una cena tipica e buonissima in una piccola trattoria e poi andiamo a dormire…

17.05.27-28- Isla Del Sol, Titikaka, Bolivia(77)

Il mattino seguente, dopo la colazione decidiamo semplicemente di perderci sull’isola (il traghetto che ci riporterà alla frenesia del mondo è nel pomeriggio): noi ci troviamo nella parte meridionale dell’isola e abbiamo letto che non è possibile raggiungere la parte nord camminando (la superficie dell’isola è in tutto di circa 14 km) a causa di conflitti fra la popolazione dell’una e dell’altra zona. Quindi decidiamo di immetterci in un boschetto abbastanza rado che poi ci porterà su un mirador diverso da quello dove ieri abbiamo guardato il tramonto, su un’altra collinetta che guarda il golfo dall’altra parte. Sull’isola non c’è molto da fare di diverso da passeggiate e foto: niente pub all’europea e niente negozietti di souvenirs. Ci si gode la pace del luogo.
Quando camminando incontriamo le donne con i loro muli mi viene in mente la nonna ed i suoi racconti del paesino del sud Italia in cui è nata e in cui andava a sua volta su è giù per salite e discese con i suoi animali per lavorare.

17.05.27-28- Isla Del Sol, Titikaka, Bolivia(25)

In effetti su quest’isola fuori dal tempo è molto facile lasciare andare i pensieri e fare di queste associazioni, la sua energia è data dal brulicare per i vicoli, a intervalli più o meno regolari di tempo, delle persone del posto con le proprie greggi. E quando ti imbatti o vedi in lontananza i resti di antiche rovine, il cervello vola ancora più indietro, verso una civiltà ormai scomparsa, ma di cui è rimasto ancora qualcosa in questa gente onesta e laboriosa che oggi vive qui.
Verso l’ora di pranzo decidiamo di scendere in spiaggia, nel punto in cui si prendono i traghetti: è un po’ presto quindi pranziamo con una trota e una cotoletta con riso e patate…vista lago. Ovviamente pagando probabilmente un quindicesimo di quello che avremmo pagato sul nostro pur bellissimo lago di Como per mangiare le stesse cose. Alle 15, puntuale, arriva la barca. Salutiamo l’Isla del Sol e torniamo alla vita normale.

Autore: Ilaria

Lascia un commento

Inline
Inline