Nuova Zelanda – Rotorua, Tongariro e Coromandel: Antipodi scoppiettanti

Giro del Mondo: 34° Tappa – Rotorua, Tongariro National Park, Penisola di Coromandel

Al centro dell’Isola Nord, tra geyser, vulcani e spiagge sulfuree.

New Zealand: Le nostre a tappe a Sud di Auckland

New Zealand: Le nostre a tappe a Sud di Auckland

AAA Travelmates wanted! Nuovo Paese, nuova compagna di viaggio. Recuperata l’auto, grande il doppio di quello che ci aspettavamo, passiamo a prendere Andrea, una ragazza di 18 anni tedesca, tanto bionda quanto alta. Tocca infatti guardarla dal basso verso l’alto. E’ in Nuova Zelanda da alcuni mesi e sta lavorando tramite work away. Si è concessa alcune settimane di vacanza e si è unita a noi tramite un annuncio che avevo inserito su Couchsurfing per dividere spese di noleggio e benzina.

Pick-up compreso, in circa 3 ore abbondanti siamo a Rotorua; le strade da percorrere sono tra le colline e anche se il limite è mediamente 80 km/h, con il buio e con gli Opossum che attraversano, non riusciamo ad essere molto veloci. Chiamiamo la guardia notturna per farci aprire l’ostello e prendiamo 3 letti in 3 stanze separate. Fully booked!

Nuova Zelanda: Rotorua

Nuova Zelanda: Rotorua

Poche ore di sonno, con letti non molto comodi e tagliaerba già attivi alle 6 del mattino, e lentamente ci trasciniamo tra le corsie del Pak’n’save (il supermercato più economico secondo Andrea) per fare un minimo di spesa per i primi giorni. La terra dei Kiwi sembra essere ancora più dispendiosa dell’Australia e preferiamo cucinare in autonomia per risparmiare qualcosa.

Nella città di Rotorua c’è un parco che è solo l’anteprima di quello che andremo a vedere a breve; all’interno del Kuirai Park vi sono infatti alcune pozze di acqua calda che ribollono emanando fumi sulfurei. L’aria intorno a noi permea di vapori di zolfo e l’odore si sente eccome!

Nuova Zelanda: Rotorua

Nuova Zelanda: Rotorua, Kuirai Park

Andrea è già stata al Wai-O-Tapu, quindi di comune accordo visitiamo la Vulcanic Valley; un percorso di circa 4 km che attraversa tutta un’area vulcanica coperta ora di vegetazione. E’ impressionante confrontare le foto di circa 100 anni fa, dopo una delle eruzioni più importanti, a quelle auttuali. Quella che era una volta roccia vulcanica, completamente nera e senza vegetazione alcuna, è ora verde e rigogliosa.

Vi sono numerose pozze di acqua bollente ed alcuni piccoli geyser; il sentiero scorre di fianco ad alcuni crateri ed uno in particolare è ricoperto da uno strato di acqua azzurrissima. E’ chiamato “Gates to the Hell” per via dell’aspetto che aveva quando era in attività, ma ora è uno dei punti più paradisiaci dell’area.

Nuova Zelanda: Rotorua

Nuova Zelanda: Rotorua – Vulcanic Valley, “Gates to Hell”

Proseguiamo la strada verso sud fermandoci solo per una sosta veloce alle Mud Pools, dove vediamo del fango ribollire e compiere delle piccole esplosioni una dopo l’altra; vi è un gorgoglio continuo e rimaniamo incantati alcuni minuti a vedere il fango schizzare in aria a qualche decina di centimetri dalla superficie della pozza.

Altra sosta veloce ad uno dei Lookout delle Haka Falls, dove ci hanno però consigliato di perdere tempo ad andarle a vedere da vicino, perché non sono eccezionali. Ormai si sta facendo tardi e proseguiamo quindi verso Lake Taupo, dove abbiamo prenotato per una notte in un bungalow. Dalle sponde del lago ci godiamo il tramonto per poi concederci un po’ di riposo prima della sveglia presto del giorno successivo.

Nuova Zelanda: Lake Taupo

Nuova Zelanda: Lake Taupo

Sono le 6 e già suona la sveglia; abbiamo infatti appuntamento alle 8 al Keihai Car Park, all’interno del Parco Nazionale del Tongariro, con degli altri ragazzi trovati su Backpackers Rideshare New Zealand. Per compiere interamente il trekking tra i vulcani, bisogna infatti percorrere 25km e non è un circuito ad anello. Al fine di evitare i 30 dollari di shuttle bus per andare dal parcheggio alla partenza (Mangatepopo Car Park), mi sono attivato su Facebook per creare una sorta di car pooling. Con noi 3 si uniscono Eva (che ci riporterà poi all’altro parcheggio dove lascerò io l’auto), Bree e Franz.

Il sentiero inizia lieve in mezzo alla natura che cambia passo dopo passo; dalle colline verdeggianti si passa infatti al terreno più spoglio per poi finire sui terreni vulcanici. Alcune scene del Signore degli Anelli sono state girate proprio in questa zona e non facciamo fatica a capire perché qui fosse la “sede” di Mordor.

Nuova Zelanda: Tongariro Alpine Crossing

Nuova Zelanda: Tongariro Alpine Crossing

Si inizia a salire e ci ritroviamo all’interno di un cratere spento dal diametro veramente notevole; il vento è inclemente e siamo costretti a metterci la giacca nonostante il sole splenda sopra di noi con un cielo azzurrissimo ad eccezione di alcune nuvolette che saltuariamente nascondono il camino del vulcano.

Strappo finale e arriviamo in vetta all’Alpine Crossing. Ci ritroviamo in mezzo ad uno spettacolo della natura; da una parte le vette dei vulcani, dall’altra alcuni laghi dai colori splendidi e all’orizzonte una pianura sconfinata. Dopo aver raggiunto la vetta del Tongariro scendiamo verso i laghi vulcanici per percorrere gli ultimi 10km di passeggiata. La discesa finale sembra non finire più (e ci rendiamo conto che sia stato meglio partire dall’altro parcheggio, come suggerito dai nostri amici a Sydney che ci erano già stati), ma finalmente prima del tramonto arriviamo con le gambe a pezzi alla base.

New Zealand: Tongariro Alpine Crossing

New Zealand: Tongariro Alpine Crossing

Indomiti, la sera guidiamo per più di 200km fino a Putaruru, in modo da essere in zona per le visite del giorno successivo. Percorriamo, infatti, il sentiero che costeggia le Blue Springs (un fiume azzurrissimo) e poi ci spostiamo a Matamata, dove è stata creata Hobbiton, la città degli Hobbit!

Avendo letto il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e visto i relativi film, era sicuramente una tappa immancabile al nostro tour neozelandese! Non abbiamo prenotato e ci rechiamo alla cassa per prendere i biglietti per l’ingresso delle 14.30 (due errori in fase di pianificazione: sarebbe stato meglio andarci al mattino, con il sole che batteva sugli ingressi delle abitazioni Hobbit invece che mostrarcele in controluce e, soprattutto, sarebbe stato meglio prenotare i biglietti tramite Expedia Nuova Zelanda, tramite la quale ci sarebbero costati “solo” 55 dollari).

New Zealand: Hobbiton

New Zealand: Hobbiton

Il nostro viaggio nel mondo della Terra di Mezzo inizia in bus, con un video che mostra la costruzione del villaggio, alla fine degli anni ’90. Ci vengono poi spiegati i vari “trucchetti” cinematografici per giocare con le proporzioni degli attori e delle abitazioni, in modo da far sembrare gli Hobbit molto piccoli, al cospetto di altri personaggi come Gandalf o Aragorn molto più alti (ma con interpreti della stessa statura).

Quello che ci colpisce maggiormente è la cura per i dettagli; alcuni alberi sono stati trasportati da Matamata per la loro “estetica”, mentre altri sono stati ricostruiti artificialmente in base alle esigenze del regista Peter Jackson. Vi sono ben 39 porte tonde ricavate tra le colline che circondano il laghetto e la visita termina con una birra “Hobbit” alla locanda del Drago. La domanda finale è: “Vale il prezzo del biglietto?” La mia risposta è: “Solo se siete appassionati del Signore degli Anelli o, almeno, di cinematografia”.

New Zealand: Hobbiton

New Zealand: Hobbiton

Considerata la giornata tranquilla, decidiamo che si può dormire “male” e rispamiare qualcosa, visto che tutti gli alloggi della penisola del Coromandel sembrano essere abbastanza costosi! Apriamo Wikicamps NZ e troviamo un’area parcheggio ben attrezzata con toilette e tavoli da pic nic dove possiamo trascorrere la notte dormendo in auto. Sorteggio per chi dorme dietro e chi dorme davanti e perdo clamorosamente, dovendomi accontentare del “comodissimo” sedile del passeggero. Riesco a dormire comunque 4/5 ore, ma ogni mezz’ora mi sveglio per cambiare posizione perché mi si informicolano le chiappe…

La toilette temporizzata e canterina aiuta nel risveglio mattutino. Colazione improvvisata sui tavoli, intanto che anche gli altri “campeggiatori” smantellano le tende ed aprono i portelloni del camper e poi si fa rotta verso nord-est. I panorami sono un po’ monotoni e sale alla mente la canzone di Marcella Bella che inizia con: “Mi ricordo montagne verdi e la corsa di una bambina…”

New Zealand: Coromandel

New Zealand: Coromandel Free Camping

Arriviamo ad Hot Water Beach; caratteristica perché situata sopra a delle fonti sulfuree, quindi quando vi è la bassa marea, l’acqua si scalda notevolmente per via del vapore acqueo che sale dal terreno. L’attività principale sembra essere quella di scavare dei buchi più profondi possibili per riempirli d’acqua ed immergervisi. Noi non abbiamo paletta e secchiello, quindi ci limitiamo a saltare dentro nelle buche altrui quando gli scavatori hanno finito di utilizzarle. Effettivamente l’acqua è proprio bollente, dove gli scavi sono più profondi, non si riesce a stare più di pochi secondi… ci si potrebbe quasi buttare la pasta!

New Zealand: Hot Water Beach

New Zealand: Hot Water Beach

Ci spostiamo poi a Cathedral Cove, dove ci fermiamo a mangiare fish & chips, a rabboccare l’olio dell’auto (che sembra avere un buco perché la spia dell’olio lampeggerà per tutti e i 2100 km che percorreremo), a cercare alloggio per la notte ed infine a scendere per i sentieri che portano in spiaggia. Sono un po’ più lunghi del previsto (45 minuti sola andata) e arriviamo alla spiaggia che ormai sono le 17.00 e le rocce sono in penombra. Peccato!

Lo spettacolo davanti a noi è comunque notevole; la scogliera e il mare sono divisi da poche decine di metri di spiaggia, tranne in alcuni casi dove la scogliera si protende fino al mare, formando delle insolite formazioni rocciose, sotto alcune delle quali si può anche passare. La vista dall’alto è simile ad Halong Bay, in Vietnam, con alcuni isolotti che spuntano dal mare azzurrissimo!

New Zealand: Cathedral Cove

New Zealand: Cathedral Cove

Per spostarci dall’altra parte della baia a nord di Auckland, decidiamo di passare in mezzo alla foresta per percorrere la strada che corre lungo il mare sul lato ovest. L’idea è buona, ma ci attendono 20km di sterrato. Panorami verdissimi, con le solite pecore e mucche che pascolano sulle colline. Non per niente si dice che ci sono 4 milioni di neozelandesi e 20 milioni di pecore!

E’ tardi ed ovviamente troviamo traffico e lavori stradali intorno ad Auckland; ci fermiamo comunque al supermercato a prendere qualcosa per la cena ed arriviamo alla modernissima casa di una famiglia cinese che abbiamo trovato su Airbnb. Non sono esattamente contenti di aprirci le porte alle 23.00 e sentirci cucinare fino a mezzanotte, ma da qui inizia l’esplorazione delle Penisola Nord!

New Zealand: Coromandel

New Zealand: Coromandel

Tappa precedente: Sydney

Tappa successiva: Penisola Nord e Auckland

Pagina relativa alla Nuova Zelanda: Clicca qui

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
147 01/03/17 Sydney => Auckland (aereo, China Airlines, partenza 12.50, arrivo 18.00) Rotorua
Auckland => Rotorua (auto, partenza 20.00, arrivo 23.30)
148 02/03/17 Rotorua: Kuirau Park 7 Motutere (Lake Taupo)
Waimangu Volcanic Valley 8
Mud Pool 7
Huka Falls Lookout 6,5
149 03/03/17 Tongariro Alpine Crossing 9 Putaruru
150 04/03/17 Blue Springs 6,5 Ngatea: Free Camp
Hobbiton 8
151 05/03/17 Coromandel: Hot Water Beach 7,5 Silverdale
Cathedral Cove 8
152 06/03/17 In auto verso la Penisola Nord

Galleria foto completa:

Autore: Ste

Trackbacks & Pings

Lascia un commento

Inline
Inline