Vietnam – Ho Chi Minh: memorie di una guerra a noi solo raccontata, nella ex capitale del Vietnam del Sud

Giro del Mondo: 13° Tappa – Ho Chi Minh

Da Apocalypse Now a Tiziano Terzani, Saigon/Ho Chi Minh si rivela con un potenziale di crescita pari al numero delle moto che la invadono ogni giorno.

Mappa Ho Chi Minh

Ho Chi Minh: le nostre tappe

Good Morning Vietnam! Nuovo Paese, nuovo timbro sul Passaporto!

In verità c’è stato qualche momento di perplessità all’ottenimento del timbro in ingresso, in quanto all’immigrazione non avevamo la stampa del volo di uscita dal Vietnam, che attestasse che il nostro soggiorno fosse inferiore ai 15 giorni previsti. Recuperando però la prenotazione del bus da Hanoi al Laos sul telefono (prenotazione effettuata su baolao.vn e finita nello spam di Google Mail) e girando tra due o tre addetti all’immigrazione, ci hanno finalmente “sdoganato”.

Seguita la solita prassi di SIM e prelievo al Bancomat, saliamo sullo shuttle bus 49 che ci porta direttamente all’hotel. La camera è spaziosa e il bagno non è malissimo… leggo solo della perplessità negli occhi della receptionist quando le chiedo: “Nella doccia c’è l’acqua calda?” Lei: “Avete bisogno dell’acqua calda?”. Non ci spiacerebbe avere facoltà di scelta in tal proposito…

Timbro Vietnam

Timbro Vietnam sul Passaporto!

E’ tardi e la sera scende veloce; ci incamminiamo in cerca di un ristorante e ci riduciamo a quello che un vero italiano non dovrebbe mai fare all’estero; mangiare la pizza! Non era male in verità… benché la porzione “large”, che avrebbe dovuto essere per 5 persone, l’abbiamo mangiata tranquillamente in 2, nonostante il bordo dell’impasto fosse ripieno di formaggio aggiuntivo.

E’ ancora presto per andare a dormire, quindi ci incamminiamo lungo il fiume, dove troviamo una buona quantità di coppiette sulle panchine e altrettante su dei teli organizzati come fosse un pic nic. Il tutto, circondato da una quantità esagerata di topi che corrono veloci da un’aiuola al fiume e viceversa. Ne avremo contati almeno una trentina; probabilmente è passato il Pifferaio Magico da quelle parti.

Ho Chi Minh by Night

Le moto sfrecciano lungo le strade di Ho Chi Minh

Colazione con uova, pomodori e qualche fetta di pane e riflettiamo su cosa andare a vedere, dato che alcuni nostri amici si uniranno a noi a breve e vorranno vedere le attrazioni principali della città; decidiamo quindi di andare in cerca di agenzie turistiche che offrano tour per andare a vedere il Delta del Mekong. Non abbiamo difficoltà; ci sono agenzie ad ogni angolo, in particolare nella zona dei backpackers.

Entriamo in una e chiediamo qualche quotazione, tutti i tour sono molto convenienti, si va dai 5 dollari per escursioni da una giornata a 30 per quelle da due giorni. Il prezzo è ulteriormente contrattabile, soprattutto se si è in più persone.

Prendiamo accordi per il giorno successivo e dopo alcuni passi inizia a piovere. Non sapendo cosa fare, ci siamo rifugiati in uno dei mille centri massaggi per avere un massaggio a piedi, schiena e spalle di circa un’ora. C’è ancora qualche scroscio di pioggia, ma riusciamo a raggiungere il mercato.

Mercato ad Ho Chi Minh

Ho Chi Minh: Il mercato

La sera ritorniamo allo stesso posto del pranzo per la cena; l’offerta è molto varia e propone anche molte pietanze di stampo occidentale. Non ci facciamo però ingannare e continuiamo con la nostra dieta di riso, carne e qualche verdura varia. Quando ormai abbiamo finito e siamo pronti per rincasare, si siede di fianco a noi un ragazzo con la barba; ci chiede se fossimo italiani ed iniziamo a chiacchierare. Carlo è un ingegnere di Pordenone, ma si è trasferito da qualche mese in Australia; attualmente fa il lavapiatti a Melbourne, in attesa di trovare l’occasione giusta. Rincasiamo comunque non eccessivamente tardi, perché il giorno successivo ci aspetta il tour organizzato.

La mattina ci presentiamo puntuali all’agenzia turistica e ci fanno salire su uno scomodissimo mini-bus; non ci stiamo con le gambe e dopo la sosta in un negozio di souvenir dove alcuni vietnamiti producono quadri ed altri oggetti modellando e disegnando con i gusci d’uovo, decido di andare a sedermi di fianco all’autista. La parte difficile è guardare la strada e il bus che si immette nel traffico senza farsi eccessivi problemi. Comunque massima fiducia e si prosegue tra le strade dirette verso nord-ovest.

Motorini sfrecciano in periferia ad Ho Chi Minh

Motorini sfrecciano in periferia ad Ho Chi Minh

Prima tappa è il tempio principale della religione Cao Dai; un nuovo Credo che si è sviluppato tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, traendo spunto da diverse religioni già presenti nel mondo: cristianesimo, taoismo, confucianesimo, buddhismo e così via. La struttura è colorata esclusivamente in 4 colori e vi sono alcune regole che la guida ci spiega.

Assistiamo alla cerimonia delle 12.00, ma dopo alcuni minuti, complice il gran caldo, decidiamo di scendere e tornare verso il pullman. Il pranzo è con gli altri partecipanti al tour e facciamo conoscenza con una coppia Canadese di Toronto e due ragazze, una belga ed una tedesca, che sono nel Sud Est Asiatico in viaggio da 3 mesi. Torniamo in pullman e ci dirigiamo ai Cu Chi Tunnels.

Cao Dai Temple

Cao Dai Temple

Scendiamo veloci dal mini-bus e la guida ci consegna i biglietti d’ingresso cercando di essere il più veloce possibile perché alcune nuvole minacciose incombono all’orizzonte. Ci avviamo con lui all’interno della foresta che copre i 220 chilometri (si, è proprio scritto giusto, CHILOMETRI) di tunnel sotterranei. Ci mostra alcune trappole e poi arriviamo di fianco ad un albero.

La guida ci chiede se vediamo qualcosa e noi, come tutto il resto del gruppo, rispondiamo candidamente: “No”. Sposta con i piedi alcune foglie e si vedono due cordicelle sul terreno; le tira e si vede una botola. Ci spiega che in passato alle botole erano attaccate delle granate, quindi bisognava aprirle con la massima cautela, disattivando la granata prima di sollevarle del tutto per evitarne l’esplosione.

Chiede dei volontari per scendere nella botola e mi calo nel buco per terzo. La botola viene poi chiusa e mi ritrovo nell’oscurità più assoluta, a camminare carponi in un tunnel alto 80cm e largo 50cm. L’aria si fa pesante e il caldo è quasi da subito insopportabile. Sentendomi a disagio, accendo la luce del cellulare per far luce anche alle ragazze davanti a me. Se non bastasse il tutto, sentiamo anche svolazzare dei piccoli pipistrelli sopra le nostre teste. Inquietante.

Cu Chi Tunnels

L’ingresso di uno dei Cu Chi Tunnels

La visita prosegue con la spiegazione di ulteriori trappole che sono state utilizzate dai Vietcong contro l’invasione degli americani; questi ultimi erano molto più attrezzati a livello tecnologico, ma la conoscenza del territorio, la situazione climatica e la caparbietà hanno favorito i Vietnamiti in numerose situazioni, costringendo gli americani alla perdita di 58.000 uomini.

Per non farci mancare nulla alla visita, siamo andati anche al poligono di tiro sparando 5 colpi a testa con un mitragliatore M16. Solo i proiettili viaggiavano talmente veloci, che non ci siamo resi conto di quanto sparassimo vicino o lontano al bersaglio. Riprendiamo il tour e attraversiamo con tutto il gruppo un nuovo tunnel, questo un po’ più largo del precedente, ma molto più lungo. Alcuni componenti del tour decidono di tornare indietro e di aspettarci in superficie. Si mette anche a piovere, ricreando una perfetta situazione Vietnamita.

Cu Chi Tunnels

Diorama dei Cu Chi Tunnels

Cena, doccia veloce e ci organizziamo per trovarci con un ragazzo italiano che sta effettuando il giro del mondo senza aerei, Simone Piccini (www.wanderhang.it). Negli ultimi tempi c’è stato sia da parte nostra che da parte sua un aggiornamento costante su Facebook, quindi sembrava quasi di conoscersi senza essersi mai incontrati. Simone si è fatto portare dal suo alloggio al nostro da un ragazzo, che l’ha aspettato dormendo sulla propria moto fino al ritorno.

Con lui siamo andati nel quartiere dei backpackers, a bere una birra in uno dei tanti locali lungo la strada. Come tutti i viaggiatori, ha anche lui una storia interessante; lavoro sicuro in una compagnia di assicurazione durante la settimana, barista nel weekend e con una passione smodata per i viaggi. Dopo che è stato 3 settimane in Perù ha preso la decisione finale. Mollare tutto e partire.

Ho Chi Minh: Birra con Simone Piccini

Ho Chi Minh: Birra con Simone Piccini

02/12/16: è il giorno dei primi ospiti! Dall’Italia, con sosta breve a Bangkok, arrivano mio fratello Claudio, un mio (ex) collega, Mattia, ed una nostra amica, Ilaria. Con loro trascorreremo la restante decina di giorni in Vietnam. E’ bello poter dare ad altri la scusa di “venirci a trovare” per spingerli ad una nuova vacanza.

Ci raggiungono in albergo e dopo aver sistemato i bagagli andiamo a vedere insieme le attrazioni principali di Ho Chi Minh (o Saigon che dir si voglia), dopo aver prenotato un tour sul Mekong per il giorno successivo. La Cattedrale di Notre Dame, le Poste e il palazzo dell’indipendenza sono i primi edifici storici che visitiamo. Aldilà dell’importanza storica, durante la guerra Vietnamita, non sono in verità nulla di eccezionale. Forse una guida avrebbe saputo farci apprezzare meglio quanto stavamo vedendo, ma tutti e 5 non ne usciamo entusiasti.

Palazzo dell\'indipendenza ad Ho Chi Minh

Palazzo dell’indipendenza ad Ho Chi Minh

Lungo il ritorno ci fermiamo a cena e torniamo poi in albergo per una doccia; successivamente, torniamo nel quartiere dei backpackers e al 50esima richiesta di farci un massaggio, cediamo alla tentazione e ci concediamo un massaggio Vietnamita per ciascuno… avrebbe dovuto essere uguale per tutti, a qualcuno è uscito distrutto, qualcun altro senza alcun beneficio.

Birretta veloce e poi a casa presto che il giorno successivo in programma vi è la visita al delta del Mekong; fiume che sorge in Cina e attraversa il Sud Est Asiatico. Questo corso d’acqua è citato in tantissimi film relativi alla guerra del Vietnam ed è effettivamente uno dei luoghi d’interesse principali dell’area.

Gruppo di Vietnamiti ad Ho Chi Minh

Gruppo di Vietnamiti ad Ho Chi Minh

L’organizzazione questa volta fornisce un pullman da 50 posti, quasi al completo; in circa 3 ore arriviamo al molo, dove ci imbarchiamo su una barca che ci porta a vedere un piccolo insieme di barche, su di esse vivono alcuni vietnamiti che scendono solo raramente sulla terraferma. Tra di esse vi è anche qualche mercante, che direttamente dalla barca offre la sua merce.

Puntuale come in ogni tour organizzato, vi è una sosta in un mercatino dove producono e vendono miele. La guida ci mostra l’alveare e spiega brevemente la vita delle api. A piedi, poi, percorriamo una stradina dell’isola che ci porta ad un altro negozietto dove producono altri prodotti alimentari, tra cui una sorta di riso soffiato che “scoppia” come fosse un pop corn in un calderone. Ci reimbarchiamo e navighiamo fino ad un’altra isoletta.

Villaggi galleggianti lungo il delta del Mekong

Villaggi galleggianti lungo il delta del Mekong

Subito dopo pranzo il ristorante ci ha messo a disposizione delle biciclette mezze scassate, ma per girare tra i sentieri e le coltivazioni, i freni non servono! Veloci come Fausto Coppi ci perdiamo tra la natura, in cerca dello scorcio migliore che valorizzi al meglio il color caffelatte del Mekong! Cecco ed io ci soffermiamo ad ammirare l’opera di un “contadino” che con un bastone lungo 5 metri si è arrampicato su un albero per far cadere le noci di cocco e siamo gli ultimi a raggiungere la barca.

Breve spostamento e arriviamo ad un altro piccolo villaggio, dove arrivano ad accoglierci delle donne ai remi di alcune “banana boat”. Ci caricano a gruppetti di 4 sulle piccole barche e con loro percorriamo un torrente per alcune centinaia di metri. Il fiume è sporco, ma il movimento lento e la natura che avvolge il torrente sono molto suggestivi.

Tra le coltivazioni del Delta del Mekong

Tra le coltivazioni del Delta del Mekong

Delta del Mekong: Banana Boat

Banana Boat sul Delta del Mekong

Torniamo in città e ci rinfreschiamo in albergo per poi andare a cena in un ristorante segnato sulla Lonely Planet. Effettivamente mangiamo bene ed a prezzo contenuto. Capitiamo poi in una delle piazze principali, dove troviamo tantissimi Vietnamiti a fare una passeggiata o a ritrovarsi con gli amici; percorriamo tutta la piazza in lungo e arriviamo sul lungofiume.

L’obiettivo però è quello di andare verso l’alto; di conseguenza proviamo ad entrare prima in uno skybar che ci rimbalza per via dell’abbigliamento poco consono e poi in un altro, dove invece ci fanno salire nonostante sotto siano parcheggiate Ferrari e Lamborghini. Ci fermiamo un’oretta ad ammirare il panorama dall’alto e poi torniamo in albergo in attesa della sveglia per la tappa successiva: Da Nang e dintorni.

Cena ad Ho Chi Minh

Cena ad Ho Chi Minh

Ho Chi Minh vista da uno Sky Bar

Ho Chi Minh vista da uno Sky Bar

Tappa precedente: Hong Kong

Tappa successiva: Hoi An, Marble Mountain, Huè

Pagina relativa al Vietnam: Clicca qui

Il nostro itinerario sintetico

Giorno giro del mondo
Data Attività Voto Pernottamento
55 29/11/16 Hong Kong => Ho Chi Minh (aereo, Air Asia 14.15, Arrivo 15:50) Ho Chi Minh
56 30/11/16 Pioveva… ci siamo fatti fare un massaggio ai piedi… Ho Chi Minh
Mercato di Ho Chi Minh
Gelataio Italo/Tedesco e cena con Carlo (un ragazzo di Melbourne sedutosi casualmente di fianco a noi)
57 01/12/16 Cao Dai Temple 6,5 Ho Chi Minh
Cu Chi Tunnels 8
Serata con Simone Piccini
58 02/12/16 Notre Dame e Poste 6 Ho Chi Minh
Palazzo dell’indipendenza 6,5
Jade Emperor Pagoda 6,5
59 03/12/16 Tour Delta Mekong 7,5 Ho Chi Minh
60 04/12/16 Ho Chi Minh => Hoi An (aereo, Jet Star 8.30, Arrivo 10:00) Hoi An

Galleria foto completa:

Autore: Ste

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